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Sanità, Cgil: “Oltre il 40% della popolazione iblea senza ‘

Duro intervento dello SPI CGIL

di Leuccio Emmolo -

La provincia di Ragusa ha raggiunto gli obiettivi strutturali previsti dal NRR per il potenziamento della sanità territoriale. I decreti dell’Assessorato regionale della Salute hanno infatti certificato il completamento della rete prevista dal Contratto Istituzionale di Sviluppo del 2022: tre Centrali Operative Territoriali, tre Ospedali di Comunità, due Case della Comunità Hub e sette Case della Comunità Spoke.

Per lo SPI CGIL di Ragusa, tuttavia, il raggiungimento dei target quantitativi non può essere considerato un punto di arrivo “ in quanto lo spirito dei finanziamenti- si legge  in una nota-  non può e non deve avere solo un obiettivo ragionieristico. Al contrario, si apre adesso la fase più importante: trasformare queste strutture in servizi realmente accessibili, efficienti e capaci di garantire il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione”.

È proprio su questo fronte che, per Cgil, emergono le maggiori criticità del territorio ibleo. “La provincia di Ragusa-  denuncia il segretario generale dello SPI CGIL Ragusa, Saro Denaro-  presenta una situazione che non trova riscontri nel resto d’Italia. Siamo l’unica provincia italiana a non avere previsto una Casa della Comunità nel comune capoluogo. A questo si aggiunge un’altra grave anomalia: Comiso e Scicli sono le uniche città italiane con oltre 25 mila abitanti prive di una Casa della Comunità.”

Una condizione che, secondo il sindacato dei pensionati della CGIL, “lascia senza uno dei principali presidi della nuova sanità territoriale oltre il 40% della popolazione della provincia di Ragusa. ” Riteniamo indispensabile aprire un confronto istituzionale Prefettura, Asp e Regione per garantire anche ai cittadini di Ragusa, Scicli e Comiso gli stessi diritti riconosciuti al resto del Paese.