Attualità
Sanità: il duro allarme dei sindacati
A seguito dell’assemblea dei sindaci sulla sanità ennese, le sigle sindacali denunciano le criticità
Unire le forze per evitare il naufragio della sanità ennese. Cgil, Uil, Nursind e Nursing Up accolgono con favore il confronto voluto dai primi cittadini per sviluppare la sanità ad Enna e far diventare l’Umberto I Polo Universitario, ma mettono subito sul tavolo i nodi caldi di una crisi strutturale. Primo fra tutti: la drammatica carenza di camici bianchi.
I bandi di concorso vanno deserti, e i pochi medici neoassunti scappano verso altre sedi tramite mobilità o comandi. Risultato? L’Asp di Enna è costretta a richiamare in servizio i medici in pensione o a ricorrere a costose prestazioni aggiuntive. Soluzioni tampone che gravano sulle tasche dei contribuenti senza minimamente scalfire il dramma delle liste d’attesa, denunciano i segretari Schilirò, Adamo, Pavone e Rinaldi.
I sindacati sono categorici: i cittadini non possono aspettare i tempi lunghi della nascita del Policlinico universitario per avere un’assistenza dignitosa. Servono incentivi immediati per rendere l’azienda attrattiva ed evitare la fuga dei professionisti migliori. “La sanità pubblica va difesa e rifinanziata” – tuonano le quattro sigle – “ma soprattutto va liberata dalla pressione della politica sulla gestione”.
Ma l’allarme non risparmia il comparto. Con l’estate ormai nel vivo, le assunzioni a tempo determinato di infermieri, OSS e tecnici procedono a rilento. Una paralisi che rischia di tradursi in un doppio danno: reparti sguarniti e il personale in servizio privato del diritto sacrosanto alle ferie estive.
La ricetta dei sindacati punta a una riorganizzazione della sanità territoriale, eliminando i doppioni e avviando un lavoro sinergico e di lungo periodo tra vertici aziendali, sindaci e parti sociali. La salute nell’Ennese non può più aspettare.
Arriva prontamente anche la replica del Direttore Generale dell’Asp Mario Zappia