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Sanità, la sfida di Schifani nelle mani di Caruso

Dossier urgenti: ospedali, Pnrr e spesa farmaceutica. Tra polemiche e pressioni, il debutto in salita dell’ex commissario regionale di Forza Italia

di Piero Messina -

Nel rimpasto della giunta regionale, il presidente Renato Schifani decide di occupare la casella più delicata: quella della Sanità. A guidarla sarà Marcello Caruso, fedelissimo del governatore, pronto a entrare in carica tra le polemiche e con una partita tutta in salita.

Un assessorato che vale circa undici miliardi di euro, quasi metà del bilancio regionale, e che arriva dopo la breve e complessa esperienza della precedente gestione. Caruso, però, non ha un profilo tecnico sanitario e dovrà misurarsi subito con i nodi più urgenti.

Il primo è il piano della rete ospedaliera, già finito sotto osservazione del ministero della Salute guidato da Orazio Schillaci, con rilievi pesanti su posti letto, emergenza e organizzazione. Un impianto che rischia di essere riscritto.

Poi c’è il Pnrr: ospedali di comunità attivati solo in parte, carenze di personale e ritardi sulla digitalizzazione delle cartelle cliniche. Sul fronte economico, pesa la stretta sulla spesa farmaceutica, con il taglio da 25 milioni che ha acceso la protesta di medici e associazioni di pazienti.

A complicare il quadro, lo scontro con i sindacati sulla libera professione dei medici, le tensioni con i privati accreditati e le ombre sugli appalti, a partire dal caso elisoccorso.

Infine, resta aperta anche una delicata partita politica interna: la nomina alla Pianificazione strategica, snodo chiave per la gestione dell’intero sistema sanitario.

Quella di Caruso è una sfida ad alto rischio: una scelta politica che ora dovrà dimostrare di reggere l’urto di una sanità in affanno, tra emergenze operative e pressioni su tutti i fronti.