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Scandalo referti, pazienti ancora senza risposte

A quasi due anni dallo scandalo dei referti istologici in ritardo all’Asp di Trapani, i legali dei pazienti denunciano: nessuna risposta sui risarcimenti e nessuna scusa

di francesco appari -

Nessuna risposta sui risarcimenti. Nessuna scusa formale ai pazienti. E nessuna comunicazione pubblica sulle misure adottate per evitare che possa accadere di nuovo. A quasi due anni dalla prima denuncia, lo scandalo dei referti istologici in ritardo all’Asp di Trapani continua ad avere conseguenze.

A sollevare il caso sono adesso gli avvocati che assistono alcuni dei pazienti coinvolti. I legali sostengono di avere chiesto più volte all’Asp di aprire un confronto sui ristori per le persone danneggiate, senza avere ricevuto risposta.

La vicenda giudiziaria intanto va avanti. Sono stati 19 gli indagati e nei giorni scorsi è stata chiesta l’archiviazione per due infermiere. Ma quello dei risarcimenti è un altro fronte: riguarda direttamente i pazienti e le famiglie che sostengono di avere subito danni per quei ritardi.

Tutto cominciò dalla denuncia di Maria Cristina Gallo, l’insegnante di Mazara del Vallo che attese otto mesi per conoscere l’esito del proprio esame istologico. Quando arrivò il referto, dopo un’azione legale, la malattia era già in fase avanzata.

La sua denuncia fece emergere un arretrato di oltre tremila referti istologici all’Asp di Trapani e diede il via alle ispezioni e all’inchiesta della magistratura.

Maria Cristina Gallo è morta il 10 ottobre dello scorso anno.

E proprio oggi sabato 10 ottobre, a un anno dalla sua scomparsa, Mazara del Vallo la ricorderà con una giornata commemorativa. Tra gli appuntamenti una tavola rotonda dal titolo “Nessuno deve essere lasciato solo”, organizzata dall’associazione che porta il suo nome.

Un ricordo che arriva mentre la vicenda da lei denunciata è ancora aperta. La magistratura dovrà accertare eventuali responsabilità penali. Pazienti e familiari, intanto, aspettano ancora risposte sui risarcimenti.