Catania
Scavi archeologici clandestini, 45 misure cautelari
Erano dediti a scavi clandestini ed alla ricettazione di beni archeologici rubati, le 45 persone destinatarie di misure cautelari personali nell'ambito dell'operazione "Ghenos" dei carabinieri del Nucleo patrimonio culturale che sono stati coordinati dalle Procure di Catania e Catanzaro. Sequestrati reperti per 17 milion di euro, trafugati da siti siciliani e calabresi. Scoperta una zecca clandestina nel catanese
Sono 45 le misure cautelari personali nell’ambito dell’operazione “Ghenos” dei Carabinieri del nucleo patrimonio culturale che ha smascherato dei gruppi criminali dediti a scavi clandestini e alla ricettazione di beni archeologici rubati.
I provvedimenti sono stati emessi dai Tribunali di Catania e Catanzaro. Gli indagati facevano parte di gruppi radicati nell’area catanese e siracusana, con interessi nei siti archeologici siciliani e in parte calabresi. Sono stati recuperati circa 10 mila reperti e, in particolare, 7 mila monete antiche di conio raro, di epoca greca. In un caso, sono stati bloccati 3 indagati mentre stavano cercando di esportare in Germania reperti archeologici. Scoperta nel catanese una vera e propria zecca clandestina, nella quale venivano riprodotti falsi manufatti archeologici in ceramica e contraffatte monete e rame allo stato puro. I componenti dei gruppi sono stati trovati anche in possesso di metal detectors e georadar di elevata tecnologia che addirittura sono stati richiesti dalla Sovrintendenza che ne è sprovvista. Il valore totale dei reperti sequestrati ammonta a circa 17 milioni di euro.
I beni da soli consentirebbero di allestire un importante museo archeologico. L’indagine è stata avviata nel 2021 in seguito alla denuncia della dirigenza del Parco archeologico di Agrigento di numerosi scavi clandestini, dal 2019 nel sito di Eraclea Minoa. Da quel momento, sono stati monitorati tombaroli paternesi e lentinesi con la scoperta di 76 scavi clandestini