Palermo

Schifani all’attacco, martedì vertice di maggioranza per rimpasto

La Dc si spacca sulla designazione del “candidato” al posto da assessore nella giunta regionale

di Piero Messina -

Parte all’attacco il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.  E manda un segnale alla coalizione che lo sostiene. Meno polemiche, più governo. E agli alleati ricorda una regola precisa, quella dei dieci anni per portare a termine un progetto politico.

Il governatore proverà a imprimere una svolta anche sul piano operativo. Per evitare nuovi stop all’Ars, annuncia incontri periodici con i capigruppo e una gestione più coordinata dei lavori parlamentari. Si comincia da martedì con un vertice di maggioranza. Sul tavolo temi concreti. A partire dai rifiuti: entro un mese arriveranno i nuovi progetti dei termovalorizzatori per Palermo e Catania, con l’obiettivo di renderli operativi dal 2028.  

Il presidente rivendica i risultati raggiunti: conti risanati e un avanzo di bilancio da oltre 5 miliardi di euro. Risorse che ora diventano una sfida politica: trasformarle in interventi concreti per la Sicilia. Ma mentre Schifani accelera, nella maggioranza si aprono nuove crepe. All’orizzonte si profila il rimpasto di governo. Materiale da maneggiare con cura per evitare le imboscate del voto segreto e affrontare la questione morale.

E proprio sul rimpasto si spacca la Democrazia Cristiana. Con Cuffaro ai box per l’inchiesta che ha portato all’esclusione del partito dalla giunta regionale, è scontro aperto tra le due anime del partito. Per la base – non ci sono dubbi: – sette segretari provinciali del partito lo hanno messo nero su bianco – il candidato ideale è la presidente del partito Laura Abbadessa, nome, profilo e curriculum gradito al governatore. Ma la deputazione regionale insorge e punta a designare un deputato o, in alternativa uno dei tre commissari che reggono il partito. Schifani non farà sconti: il ritorno in giunta della Dc passa da una designazione inattaccabile.