Attualità
Scontro aperto sulla candidatura Saline a Patrimonio Unesco
Le Saline di Trapani e Marsala candidate a patrimonio Unesco. Ma per gli operatori del porto il progetto penalizza lo scalo trapanese, nonostante le rassicurazioni del Ministero
Scontro aperto a Trapani sulla candidatura delle Saline a Riserva della Biosfera MaB Unesco. Il Ministero dell’Ambiente rassicura: nessun vincolo diretto per il porto. Ma gli operatori portuali dicono che il progetto non è compatibile con lo scalo.
La vicenda riguarda l’inserimento del porto di Trapani nella perimetrazione della candidatura delle Saline di Trapani e Marsala. Da una parte il Comitato promotore, con Regione, Camera di Commercio, enti locali e WWF. Dall’altra il sistema portuale, che denuncia mancato coinvolgimento e teme ricadute negative su sviluppo, investimenti e lavoro.
Con una nota ufficiale il Ministero ha precisato il programma MaB non introduce divieti assimilabili a quelli delle aree naturali protette. Il porto ricadrebbe nell’area di transizione, dove le attività economiche possono continuare, seguendo criteri di sostenibilità.
Ma la stessa nota richiama la necessità di valutare gli impatti concreti e di coinvolgere pienamente istituzioni, operatori e territorio.
Ed è qui che si riaccende lo Scontro. Con una nota firmata da 17 tra operatori e associazioni, il cluster contesta le rassicurazioni ministeriali. Il problema, sostengono, è di metodo e di merito: mancato coinvolgimento dell’Autorità portuale e possibili effetti indiretti su dragaggi, banchine, investimenti, infrastrutture, progetti energetici e tempi autorizzativi.
Non vincoli diretti, dunque, ma più incertezza. E per un porto, dicono gli operatori, significa perdita di competitività.
La questione resta aperta: il Ministero rassicura, il porto chiede garanzie. E il sogno Unesco rischia di diventare terreno di scontro tra tutela ambientale e sviluppo economico.