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Scontro politico a Scicli sul diritto di critica…

Ha sollevato un polverone politico e sociale il recente comunicato diramato dal Comune di Scicli, con il quale l’Ente ha annunciato l’intenzione di intraprendere azioni legali per contrastare la diffusione di notizie false

di Leuccio Emmolo -

Ha sollevato un polverone politico e sociale il recente comunicato diramato dal Comune di Scicli, con il quale l’Ente ha annunciato l’intenzione di intraprendere azioni legali per contrastare la diffusione di notizie false e contenuti ritenuti diffamatori pubblicati sui social network. Un provvedimento volto, nelle intenzioni dell’Amministrazione, a proteggere l’immagine della città e l’operato dei dipendenti pubblici, ma che ha innescato una serie di reazioni critiche da parte delle opposizioni e dei movimenti civici. Tre espressioni politiche: Italia Viva, Libertà popolare e Territorio Scicli sono intervenute sulla questione. Il punto di rottura risiede nella definizione di “attività diffamatoria”. “Se da un lato- commenta Marianna Buscema di IV-  nessuno contesta il dovere delle istituzioni di perseguire chi diffonde il falso, dall’altro si solleva un interrogativo legittimo: il confine tra la segnalazione di un disservizio e l’attacco gratuito è diventato, agli occhi dell’amministrazione, sempre più labile? Il timore diffuso è che, attraverso toni percepiti come intimidatori- conclude Buscema- , si finisca per scoraggiare i cittadini dal segnalare problemi reali, rischiando di far passare ogni voce critica come un attentato all’istituzione. In democrazia, la critica politica, la satira e la segnalazione dei disservizi sono pilastri del controllo pubblico”.   

“Libertà Popolare, pur condannando le “bufale” e gli attacchi personali, contesta il metodo scelto dall’amministrazione. “Termini come ‘mestatori’ e l’annuncio di azioni legali contro anonimi. si legge- rischiano di mettere sullo stesso piano chi diffama e chi esercita il diritto di critica civile” .  Per LP la risposta di un’amministrazione solida non dovrebbe essere la querela, ma la trasparenza:” fornire dati e soluzioni concrete ai problemi sollevati dai cittadini sarebbe la strategia più efficace per blindare la propria reputazione”. “La libertà di espressione- commenta Territorio comprende il diritto di segnalare pubblicamente, in modo civile e documentato, disservizi o criticità”. La questione resta aperta. La domanda di fondo- conclude Territorio- che scuote la comunità di Scicli è precisa: il Comune intende distinguere nettamente tra il reato di diffamazione — che deve essere punito — e il diritto inalienabile di critica?