Attualità

Scontro sulla toponomastica a Modica

Il PD contesta l' intitolazione a Peppe Drago e rilancia il nome di Anna Maria Sammito

di Leuccio Emmolo -

La toponomastica torna ad accendere lo scontro politico a Modica. A far scoccare la scintilla è l’annuncio della Sindaca Maria Monisteri di voler dedicare “un luogo importante” della città all’ex Presidente della Regione Siciliana Giuseppe Drago, a dieci anni esatti dalla sua scomparsa, accogliendo l’istanza avanzata dal coordinatore cittadino di Forza Italia. Una presa di posizione che ha provocato la dura replica del Partito Democratico locale: attraverso il segretario cittadino Francesco Stornello, i Dem denunciano un’operazione di “memoria a metà” e una gestione di parte delle intitolazioni pubbliche.

Pur premettendo il “doveroso rispetto umano davanti al lutto e alla famiglia” e riconoscendo il legame politico tra Drago e il territorio, il PD traccia una linea netta tra il ricordo privato e la celebrazione istituzionale. “Quando un Comune intitola una piazza o una strada, non ricorda soltanto,  indica ai cittadini, e anzitutto ai giovani, un modello a cui ispirarsi”, attacca Stornello.

Nel mirino del segretario dem c’è la narrazione ufficiale diffusa dall’Amministrazione, che elogia Drago definendolo un politico illuminato ed eccellente sindaco”, ma omette completamente i risvolti legati all’esercizio di quelle cariche: “Si tace una pagina che non appartiene alle opinioni, ma a sentenze definitive. Tacerla non è pietas, ma un’amnesia selettiva e una riscrittura della storia. Una comunità senza memoria non ha futuro, ma la memoria o è intera e fondata sulla verità, o non è».

Al centro della critica dei democratici c’è anche un confronto diretto con un’altra figura cardine della storia recente modicana: l’archeologa Anna Maria Sammito, già assessore alla Cultura, dirigente della Soprintendenza e docente universitaria, scomparsa prematuramente nel 2021. Da anni un comitato civico, sostenuto dal mondo accademico e da raccolte firme popolari, chiede di dedicarle il piazzale antistante la chiesetta rupestre di San Nicolò Inferiore, uno dei beni simbolo da lei tutelati e valorizzati.

“Per Sammito, un’istanza nata dal basso e condivisa da studiosi e cittadini, finora c’è stato soltanto silenzio. Per Drago è bastata una lettera di partito per incassare il via libera immediato”, rimarca Stornello, respingendo l’argomento del vincolo dei dieci anni dal decesso: “La legge prevede deroghe prefettizie, basta volerle chiedere”.

La richiesta finale del Partito Democratico è quella di sottrarre la memoria pubblica alle logiche di scuderia: “Non vogliamo contrapporre un nome all’altro, ma chiediamo che le scelte toponomastiche non siano decise al telefono coi coordinatori politici, bensì discusse in Consiglio comunale secondo criteri trasparenti e condivisi. Modica merita una memoria giusta, non di parte”.