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Scuole al gelo: “In classe con le coperte, ora basta”

Mentre i riscaldamenti restano spenti e le infrastrutture cadono a pezzi, gli studenti scendono in piazza al grido: "In classe con le coperte, ora basta"

di Pinella Rendo -

Non è più solo una questione di termosifoni spenti; è una questione di dignità. La protesta degli studenti palermitani, divampata pochi giorni fa tra le mura del liceo “Regina Margherita”, si è trasformata in un’onda d’urto che sta travolgendo gli istituti del capoluogo.

Dal “Marco Polo” al “Pareto”, passando per il Nautico “Gioeni Trabia”, il grido è uno solo: le scuole non sono luoghi sicuri né accoglienti. Ieri l’istituto “Marco Polo” si è fermato in un’assemblea spontanea. Studenti e studentesse si sono radunati nell’androne non solo per il freddo pungente che rende impossibile seguire le lezioni, ma per un’edilizia scolastica che mostra i segni del tempo e della trascuratezza.

Oggi la rabbia si è spostata in Piazza Verdi: un corteo in centro cittadino per chiedere risposte immediate al sindaco Roberto Lagalla. L’episodio della bambina colta da malore a causa del gelo nei giorni scorsi è stata la scintilla che ha trasformato il disagio in mobilitazione permanente.

Il problema delle caldaie guaste e delle infiltrazioni non è una novità per Palermo, ma quest’anno la pazienza sembra essere esaurita. Gli studenti promettono di non fermarsi finché non ci sarà un cronoprogramma certo dei lavori. In una città che ambisce a essere capitale di cultura e innovazione, la realtà delle sue aule racconta, purtroppo, una storia di ordinario abbandono.