Attualità
Senza scuola e documenti, i bambini del bosco a Gibilmanna
Anche in Sicilia un episodio di marginalità sui minori. La Procura dei Minori interviene e si indaga su un presunto santone della comunità che si era insediata nel bosco.
Anche qui. Anche in Sicilia. Come nella vicenda dei bambini del bosco raccontata dalle cronache nazionali, dove l’infanzia scompare tra alberi e silenzi, anche sulle Madonie emergono storie che sembrano lontane, ma sono drammaticamente vicine.
A Gibilmanna, sopra Cefalù, tra i sentieri e l’ombra del bosco, la segnalazione era chiara: una comunità guidata da un santone, e con loro dei bambini. La storia è stata raccontata dal cronista di La Repubblica, Salvo Palazzolo.
Adesso la Procura per i minorenni di Palermo guidata dalla Magistrata Claudia Caramanna s’si è mossa subito. Magistrati e polizia hanno trovato un casolare abbandonato, adattato alla meglio. Dentro, due bambini: 7 e 11 anni. Senza scuola, senza vaccini, senza documenti.
Dormivano su un materassino, in una stanza umida. Invisibili.
È scattato l’intervento urgente: i piccoli sono stati allontanati e ora si trovano in un ambiente protetto insieme alle madri. Ma resta l’inquietudine per una comunità chiusa, itinerante, ruotante attorno a una figura carismatica su cui ora indaga la magistratura.
Perché questa non è solo una storia isolata.
È il segno che anche qui, a pochi chilometri dal mare e dalle città, possono esistere luoghi fuori dal tempo… dove i diritti più elementari si perdono.
E dove, ancora una volta, a pagare il prezzo più alto sono i bambini.