Attualità

Senza scuola e documenti, i bambini del bosco a Gibilmanna

Anche in Sicilia un episodio di marginalità sui minori. La Procura dei Minori interviene e si indaga su un presunto santone della comunità che si era insediata nel bosco.

di Piero Messina -

Anche qui. Anche in Sicilia. Come nella vicenda dei bambini del bosco raccontata dalle cronache nazionali, dove l’infanzia scompare tra alberi e silenzi, anche sulle Madonie emergono storie che sembrano lontane, ma sono drammaticamente vicine.

A Gibilmanna, sopra Cefalù, tra i sentieri e l’ombra del bosco, la segnalazione era chiara: una comunità guidata da un santone, e con loro dei bambini. La storia è stata raccontata dal cronista di La Repubblica, Salvo Palazzolo.

Adesso la Procura per i minorenni di Palermo guidata dalla Magistrata Claudia Caramanna s’si è mossa subito. Magistrati e polizia hanno trovato un casolare abbandonato, adattato alla meglio. Dentro, due bambini: 7 e 11 anni. Senza scuola, senza vaccini, senza documenti.

Dormivano su un materassino, in una stanza umida. Invisibili.

È scattato l’intervento urgente: i piccoli sono stati allontanati e ora si trovano in un ambiente protetto insieme alle madri. Ma resta l’inquietudine per una comunità chiusa, itinerante, ruotante attorno a una figura carismatica su cui ora indaga la magistratura.

Perché questa non è solo una storia isolata.

È il segno che anche qui, a pochi chilometri dal mare e dalle città, possono esistere luoghi fuori dal tempo… dove i diritti più elementari si perdono.

E dove, ancora una volta, a pagare il prezzo più alto sono i bambini.