Catania

Sequestrata la struttura di Etnaland

I particolari dell'operazione, conclusasi ieri, sono stati resi durante una conferenza stampa a Palazzo di Giustizia di Catania

di Sergio Randazzo -

Quello che sembrava un normale sorvolo di controllo, nell’agosto del 2022, ha aperto uno dei capitoli più delicati nella storia di Etnaland. Dall’alto, gli uomini della Guardia Costiera notarono qualcosa che non quadrava: scavi profondi, colmi di rifiuti, proprio accanto al parco acquatico più famoso dell’isola. Da quel momento, la Procura di Catania ha iniziato a ricostruire un mosaico che, tassello dopo tassello, ha portato, oggi, al sequestro dell’intera struttura. Le indagini hanno rivelato un sistema di smaltimento illecito che, secondo gli inquirenti, si ripeteva ogni giorno. I rifiuti prodotti dal parco venivano raccolti nel pomeriggio e trasportati nei terreni confinanti. Di notte, sempre secondo quanto documentato dalla videosorveglianza, venivano incendiati e poi seppelliti in una buca scavata appositamente.

Il 31 agosto 2022 è scattato il primo sequestro dell’area, poi convalidato dal Gip. I tecnici hanno accertato che l’attività illecita sarebbe andata avanti per un periodo significativo, provocando un danno ambientale ancora in fase di quantificazione. Nel frattempo, gli approfondimenti investigativi hanno fatto emergere altre criticità: il parco non sarebbe dotato di impianti di depurazione adeguati e l’unica autorizzazione allo scarico risultava scaduta dal 2019, mai rinnovata nonostante gli ampliamenti della struttura.

Il quadro complessivo ha portato i Pubblici Ministeri a chiedere un provvedimento più incisivo. Il 23 gennaio scorso il Gip di Catania ha disposto il sequestro preventivo dell’intero complesso Etnaland, imponendo prescrizioni stringenti per colmare le gravi carenze ambientali riscontrate. A Francesco Andrea Russello, presidente del CdA di Etnaland srl, e alla stessa società, vengono contestati reati pesanti: gestione non autorizzata di rifiuti, combustione illecita, attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale.