Attualità

Sfruttamento nei campi e lavoro nero nel Sudest

Nelle province di Ragusa e Siracusa l'agricoltura e il lavoro domestico restano i settori più esposti alla piaga dell'irregolarità, tra condotte criminali e lo strapotere della grande distribuzione

di Pinella Rendo -

L’ombra del lavoro nero e del caporalato continua a gravare pesantemente sull’economia e sul tessuto sociale della Sicilia, in particolare nei territori di Ragusa e Siracusa, storici motori del comparto agroalimentare dell’Isola. Se a livello nazionale i settori più critici sono i servizi alla persona, colf e badanti al 48,8% e le attività artistiche, nel Sud-Est siciliano è l’agricoltura a rappresentare il vero fronte caldo della vulnerabilità sociale ed economica.

Nel comparto primario, il tasso di irregolarità sfiora il 20,8%.Nelle serre del ragusano e nelle campagne del siracusano si concentrano quelle criticità strutturali evidenziate dalla CGIA: Isolamento e precarietà con l’uso massiccio di manodopera per brevi periodi in luoghi isolati favorisce la nascita di insediamenti informali e ghetti. Le condizioni di alloggio e trasporto per i braccianti rimangono spesso inadeguate e prive di dignità. A subire i ricatti di pseudo-imprenditori e organizzazioni criminali sono soprattutto i soggetti più deboli, tra cui donne e migranti con status giuridico precario.

L’analisi mette in luce come il caporalato non sia solo un fenomeno di criminalità isolata, ma sia spesso alimentato dalle storture della stessa filiera agroalimentare. Nelle province di Ragusa e Siracusa, ricche di eccellenze agricole, i piccoli produttori si trovano stretti nella morsa dei grandi committenti e marchi distributivi.

Questo forte squilibrio contrattuale spinge al ribasso i prezzi di vendita. Per sopravvivere sul mercato e assorbire le perdite delle vendite sottocosto, molte piccole aziende agricole finiscono per comprimere i costi della manodopera, alimentando indirettamente il circuito dello sfruttamento. Nonostante l’introduzione di norme europee e nazionali contro le pratiche commerciali sleali, le deroghe concesse a cooperative e organizzazioni di produttori limitano ancora l’efficacia dei controlli nei campi. Il dossier ricorda che la piaga dello sfruttamento non si ferma ai campi o all’edilizia (comparto che registra l’11,8% di irregolarità). Nei centri urbani di Siracusa e Ragusa il fenomeno è in piena evoluzione e colpisce duramente il settore di alloggio e ristorazione (14,4%), la logistica e i servizi di cura domestica.