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Si finge “protettore” del vicino e lo estorce per dieci anni

Per oltre un decennio avrebbe terrorizzato il proprio vicino di casa, inscenando minacce da parte di fantomatici criminali e offrendo poi la propria “protezione” a pagamento. Una vicenda drammatica ma dai contorni paradossali, scoperta dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Avola, che hanno arrestato in flagranza un cinquantenne accusato di aver sottratto alla vittima circa 400 mila euro attraverso un sistema di intimidazioni e manipolazione psicologica.

di Chiara Scucces -

Per oltre dieci anni avrebbe vessato il proprio vicino di casa, fingendosi suo “protettore” contro inesistenti esponenti della criminalità organizzata. Una vicenda tanto drammatica quanto, per certi versi, paradossale, quella scoperta dagli agenti del Commissariato di Avola.

Un uomo di circa cinquant’anni è stato arrestato in flagranza di reato dalla Polizia di Stato con l’accusa di estorsione aggravata. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’indagato avrebbe messo in atto un meccanismo perverso: prima prospettava alla vittima il rischio di ritorsioni da parte di fantomatici criminali, poi si offriva di “mediare” e garantire protezione, in cambio di denaro.

In realtà, quelle minacce sarebbero state orchestrate dallo stesso estorsore. Telefonate anonime, biglietti manoscritti dal contenuto intimidatorio e ripetute minacce di morte avrebbero alimentato per anni un clima di terrore. Per rendere ancora più credibile la messa in scena, l’uomo avrebbe lasciato intendere di avere la disponibilità di un’arma.

Un copione andato avanti per oltre un decennio e costato alla vittima circa 400 mila euro, tanto da costringerla a vendere immobili e a subire un completo dissesto patrimoniale.

Determinante per la svolta nelle indagini è stato un servizio di osservazione e pedinamento condotto nell’ottobre 2025 dagli agenti del Commissariato di Avola: dopo aver assistito all’ennesimo passaggio di denaro tra i due uomini, i poliziotti sono intervenuti arrestando il presunto estorsore in flagranza.

Nel corso della perquisizione domiciliare sono stati rinvenuti numerosi assegni riconducibili alla vittima e una pistola priva del tappo rosso.

Una storia segnata da paura e manipolazione psicologica, ma che si è conclusa grazie al coraggio della vittima, che ha deciso di denunciare tutto alla Polizia di Stato. Un invito, quello degli investigatori, a non restare soli e a rivolgersi alle Forze dell’Ordine per segnalare tempestivamente ogni tentativo di truffa o estorsione.