Attualità

Sicilia, turismo tra Etna e stagionalità

Il turismo siciliano è sempre più internazionale, ma resta legato alla stagionalità. A condizionarlo, anche eventi naturali e crisi internazionali.

di floriana garofalo -

Negli ultimi anni la Sicilia è diventata una meta turistica sempre più popolare per statunitensi e canadesi. È soprattutto un turismo organizzato: circa il 95% arriva con tour operator e pacchetti che includono Taormina, Etna, Siracusa e, in alcuni casi, Agrigento e Palermo. È un turismo di fascia medio-alta, con un’età media tra i 65 e i 70 anni. Per questo, i nordamericani dei tour organizzati tendono a evitare luglio e agosto, considerati troppo caldi. L’attività dell’Etna ha quindi avuto un impatto limitato su questo tipo di turismo.

Maggiore l’effetto sul turismo individuale e “fai da te”, molto presente in questo periodo. L’Etna, in eruzione o in condizioni di normalità, resta comunque una delle principali attrazioni dell’Isola. A incidere sono anche gli eventi internazionali: la guerra in Iran ha provocato cancellazioni di voli e soggiorni.

Resta poi il problema della stagionalità. I flussi si concentrano tra la fine di marzo e la fine di novembre, mentre in inverno diminuiscono drasticamente. A Taormina, diversi alberghi chiudono temporaneamente per effettuare lavori di manutenzione. Catania riesce comunque ad attirare visitatori nei weekend autunnali e invernali, grazie ai voli low cost e ai prezzi più convenienti.

Diversa la situazione di città come Roma, Firenze e Venezia, dove il turismo è distribuito durante tutto l’anno. L’Etna resta dunque una grande attrazione, ma la vera sfida è portare l’interesse per la Sicilia oltre l’estate e distribuirlo durante tutto l’anno.