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Sicurezza nello Stretto, Orsa presenta esposto in procura

Nel mirino le operazioni di imbarco e sbarco ritenute insicure, soprattutto per anziani e passeggeri con bagagli

di tcf -

Un esposto alla Procura di Messina riaccende i riflettori sulle condizioni di attraversamento dello Stretto, denunciate come inadeguate e potenzialmente pericolose per i viaggiatori. A presentarlo è stato Giuseppe Campanella, segretario regionale del Sapens-Orsa, che ha segnalato criticità già evidenziate in passato e rimaste, a suo dire, irrisolte.

Nella denuncia, trasmessa anche ai sindaci di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni, oltre che ai presidenti di Regione Roberto Occhiuto e Renato Schifani e al ministro Matteo Salvini, Campanella avrebbe sottolineato come la situazione presenti profili di rischio concreti per l’incolumità degli utenti. Il nodo principale riguarda le operazioni di imbarco e sbarco sui mezzi veloci, caratterizzate da dislivelli tra le banchine e dall’obbligo per i passeggeri di affrontare scalette interne ripide e strette. Una condizione che, secondo il sindacato, penalizzerebbe in particolare anziani, famiglie con bambini e viaggiatori con bagagli, ma che risulterebbe disagevole per tutti, anche in condizioni di mare calmo.

Nel documento si evidenzia come a Messina l’accesso avvenga al livello inferiore del mezzo, mentre a Villa San Giovanni sia necessario salire o scendere all’interno dell’aliscafo per completare le operazioni, creando un flusso poco sicuro e difficoltoso. Campanella avrebbe quindi sollecitato un intervento urgente della Procura affinché venga effettuata una valutazione complessiva dei rischi e, qualora confermati, vengano imposte al gestore del servizio le misure necessarie a eliminare le criticità.