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Sicurezza stradale, l’appello delle Associazioni Vittime della Strada: “Non bastano autovelox e multe, servono infrastrutture sicure”

Il portavoce Biagio Ciaramella richiama le istituzioni alle proprie responsabilità: “Chi gestisce le strade deve garantire manutenzione e sicurezza. Troppi incidenti mortali avvengono su arterie caratterizzate da criticità strutturali”

di Sergio Randazzo -

Le multe arrivano puntuali agli automobilisti che infrangono il Codice della Strada, ma sulle strade italiane si continua a morire. Da questa considerazione parte il duro intervento delle Associazioni Vittime della Strada, che chiedono alle istituzioni un’assunzione di responsabilità sul tema della sicurezza delle infrastrutture viarie. A lanciare l’appello è il portavoce Biagio Ciaramella, secondo cui la sicurezza stradale non può essere affidata esclusivamente a controlli e sanzioni.

“Le infrastrutture siano una priorità”

«Quando un’infrazione viene rilevata da un autovelox, il verbale arriva regolarmente a casa del cittadino. Allo stesso modo – afferma Ciaramella – chi ha il compito di garantire la sicurezza delle strade deve rispondere del proprio operato. Non è accettabile che una persona possa perdere la vita a causa di carreggiate dissestate, segnaletica insufficiente, scarsa illuminazione, guardrail inadeguati o incroci pericolosi». Le associazioni sottolineano come la prevenzione richieda interventi concreti e investimenti continui, evidenziando che eventuali carenze infrastrutturali che abbiano contribuito al verificarsi di incidenti mortali debbano essere accertate nelle sedi competenti.

Le richieste al Governo e agli enti locali

Nel documento viene rivolto un appello a Governo, Regioni, Anas, Province, Città Metropolitane e Comuni, affinché la sicurezza della rete viaria diventi una priorità nazionale. Tra le richieste avanzate figurano un piano straordinario di manutenzione e messa in sicurezza delle strade, controlli periodici e trasparenti sullo stato delle infrastrutture, interventi immediati nei tratti ad alta incidentalità, maggiori investimenti nella prevenzione e la pubblicazione dei programmi di manutenzione con i relativi tempi di realizzazione. «Le vittime della strada non possono essere ricordate soltanto dopo una tragedia – conclude Ciaramella –. La sicurezza stradale è un diritto dei cittadini e un preciso dovere delle istituzioni».