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Siracusa e Ragusa in vetta per vaccinazioni antinfluenzali

Mentre i pronto soccorso dell'Isola sono in affanno Siracusa si conferma la provincia più virtuosa per vaccinazioni contro l'influenza con oltre il 66% di dosi somministrate. Bene anche Ragusa

di Pinella Rendo -

C’è una Sicilia che corre e una che arranca nella sfida contro l’influenza stagionale. Mentre a livello regionale la media delle somministrazioni di vaccino si ferma a un timido 52,24%, il Sud-Est dell’Isola lancia un segnale di forte responsabilità civica. Secondo gli ultimi dati del Dasoe, aggiornati al 4 gennaio 2026, la provincia di Siracusa si posizione al primo posto tra le province siciliane per capacità di inoculazione.

Su 84.000 dosi acquistate, ne sono state già somministrate 55.919, pari al 66,57%. Un dato che stacca nettamente le grandi aree metropolitane come Catania e Messina, ancora ferme sotto la soglia del 50%. Non è da meno Ragusa, che si piazza stabilmente nella parte alta della classifica regionale. Con 48.540 dosi somministrate su 86.000 (il 56,44%), la provincia iblea supera la media siciliana e dimostra un’efficace sinergia tra l’Asp e i medici di medicina generale, veri motori della campagna con oltre 573 mila vaccinazioni totali nell’Isola.

Nonostante l’eccellenza locale di Siracusa e Ragusa, il quadro generale resta critico. Il dirigente generale del Dasoe, Giacomo Scalzo, non nasconde la preoccupazione per il sovraffollamento degli ospedali siciliani:  “L’aumento dei pazienti è un fatto prevedibile che avrebbe avuto meno rilievo se i siciliani avessero aderito in massa alla campagna.

Dobbiamo sensibilizzare anziani, pazienti cronici e bambini a vaccinarsi senza esitazione prima che sia troppo tardi”. L’obiettivo della Regione è arrivare a quota un milione di vaccinati entro la fine di febbraio 2026. Se i medici di base e i pediatri stanno facendo la loro parte, a rilento procedono invece le farmacie, che nonostante la presenza capillare sul territorio, hanno contribuito finora con poco più di 15 mila dosi in tutta la Sicilia.

Nelle prossime settimane, l’attenzione si sposterà sulle province che restano indietro, ma il modello Siracusa-Ragusa resta l’esempio da seguire per evitare che l’ondata influenzale metta definitivamente in ginocchio il sistema sanitario regionale.