Cronaca

Siracusa, svolta sugli attentati: un arresto e tre episodi ricostruiti

Svolta nelle indagini su una serie di attentati che negli ultimi mesi hanno colpito alcune attività commerciali a Siracusa, creando forte allarme tra cittadini e imprenditori. Polizia e Carabinieri, coordinati dalla Procura, hanno individuato i presunti responsabili e ricostruito tre episodi intimidatori.

di Chiara Scucces -

A Siracusa svolta nelle indagini su una serie di attentati che negli ultimi mesi avevano colpito attività commerciali della città, generando forte allarme sociale.

La Polizia di Stato e i Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica, hanno ricostruito tre episodi intimidatori e individuato i presunti responsabili. Il 20 marzo scorso è stato arrestato un pregiudicato siracusano di circa 30 anni, ritenuto coinvolto, insieme ad un complice, nell’attentato al chiosco “Bulldog”, alla Marina. L’episodio risale al 15 gennaio, quando un ordigno esplosivo danneggiò il locale riconducibile alla famiglia Borderi. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri, hanno fatto leva su testimonianze, servizi di osservazione e soprattutto sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza, che hanno permesso di ricostruire i movimenti degli autori. Gli investigatori hanno inoltre chiarito altri due episodi avvenuti tra dicembre e gennaio. Il primo riguarda l’esplosione di un ordigno davanti alla storica pasticceria Brancato, un atto ritenuto intimidatorio e che, secondo le istituzioni locali, potrebbe inserirsi nel tentativo della criminalità di riaffermare la propria presenza sul territorio.

Il secondo episodio è l’incendio doloso che il 9 gennaio ha colpito un magazzino della famiglia Borderi in via De Benedictis, nel centro storico di Ortigia. Anche in questo caso gli inquirenti hanno ipotizzato fin da subito la matrice intimidatoria, senza escludere il possibile collegamento con dinamiche estorsive.

Una sequenza di attacchi che aveva alimentato preoccupazione tra commercianti e cittadini, con richieste di interventi più incisivi contro il fenomeno.

Ora la Procura prosegue gli accertamenti per definire il ruolo dei singoli indagati e verificare eventuali collegamenti tra i diversi episodi. Sullo sfondo resta il tema della sicurezza e della pressione criminale sulle attività economiche del territorio.