Attualità
SOS balneari, a rischio la stagione 2026
Danni senza precedenti dopo le ultime mareggiate e incertezza normativa stringono il comparto dei balneari in una morsa. Le imprese chiedono una moratoria sui mutui e la proroga delle concessioni al 2033 per sbloccare gli investimenti e garantire l’apertura estiva
L’economia turistica siciliana rischia di non ripartire. A pochi mesi dal via della stagione estate 2026, il settore balneare lancia l’allarme rosso: senza un intervento d’urgenza della Regione e del Governo Nazionale, molte strutture non saranno in grado di riaprire i battenti.
Le ferite lasciate dagli ultimi eventi atmosferici estremi, unite all’incertezza cronica sulle concessioni demaniali, hanno messo in ginocchio centinaia di imprese, molte delle quali operano annualmente garantendo servizi e presidio della costa anche nei mesi invernali. L’Associazione balneare siciliana con il suo presidente, Antonello Firullo, sollecita un pacchetto di misure straordinarie per scongiurare il blackout turistico. In cima alla lista, l’accesso a ristori immediati basati su perizie giurate, per bypassare i tempi biblici della burocrazia, e una moratoria bancaria di almeno 12 mesi sui finanziamenti IRFIS e sui mutui privati.
“Non è solo una questione di danni materiali,” spiegano gli operatori, “è una crisi di liquidità che impedisce persino la normale manutenzione ordinaria”. Oltre ai fondi, il settore chiede certezze. La proposta sul tavolo prevede la proroga della validità delle concessioni al 31 dicembre 2033, per permettere l’ammortamento degli investimenti necessari alla ricostruzione.
Cruciale anche la richiesta di semplificazione edilizia: estendere le procedure accelerate di ricostruzione permetterebbe di ripristinare le strutture in muratura con una semplice comunicazione all’Assessorato, salvando di fatto l’inizio della stagione. Infine l’appello alle Istituzioni: il tempo delle analisi è scaduto, serve un decreto d’urgenza per salvare migliaia di posti di lavoro e l’immagine stessa della Sicilia nel mondo.