Attualità
SoS Tartarughe, la lettera di una bambina al sindaco
Le testuggini del Parco Mattarella vivono in acque verdi e stagnanti e la piccola Iside scrive a Lagalla. Partono i lavori per pulire i tre laghetti del parco
Mi tuffo o non mi tuffo. La piccola tartaruga ospite del Parco Piersanti Mattarella a Palermo è indecisa se lanciarsi o meno in quello specchio verde, sporco e puzzolente. E’ uno dei tre laghetti del parco dedicato alla memoria del presidente ucciso dalla mafia.
Quella tartaruga non lo sa, ma è diventato un caso nazionale. E tutto grazie a Iside, una bambina di quattro anni che ha fatto quello che spesso gli adulti non fanno più: ha scritto al sindaco.
Dopo aver visto l’acqua scura dei tre laghetti del Parco Piersanti Mattarella e le tartarughe senza spazi adeguati, ha preso carta e penna e ha chiesto «acqua pulita» e più postazioni per gli animali. Una letterina semplice, diretta. E la storia è finita sul Corriere della Sera.
Il sindaco Roberto Lagalla ha preso carta e penna e ha risposto assicurando l’avvio degli interventi. I lavori – anche se ancora non se ne vede traccia – sostiene il sindaco sono già partiti, ma per il recupero completo degli invasi storici – in un giardino ottocentesco tutelato dalla Soprintendenza – serviranno circa tre mesi.
Nei laghetti vivono anche molte tartarughe abbandonate, specie invasive che negli anni hanno complicato manutenzione ed equilibrio ambientale.
Intanto Iside continua a chiedere di tornare al parco per controllare come stanno pesci e tartarughe. Perché a volte il senso civico comincia proprio da uno sguardo alto un metro.