Attualità
Successo di “Limestone”, quando la pietra si fa identità
Iniziativa culturale organizzata da Fondazione Confeserfidi
La pietra calcarea che definisce Scicli ha smesso di essere semplice architettura per farsi memoria viva, racconto ed esperienza condivisa. Va in archivio con un bilancio ampiamente positivo Limestone 2026, l’iniziativa promossa da Fondazione Confeserfidi, nata da un’idea della vicepresidente Paola Dantoni con il coordinamento della presidente Martina Mililli, concepita per destagionalizzare i flussi turistici e portare residenti e visitatori dentro una Scicli inedita, lontana dai consueti itinerari da cartolina.
Né le incertezze meteo né la complessità logistica hanno frenato il pubblico, che ha riempito tutti i turni programmati nei weekend del 12-13 e del 19-20 settembre. Il viaggio ha preso il via dalle architetture e dai ruderi di Villa Ruben, arricchiti da mostre ed esplorazioni naturalistiche, per poi approdare al cuore storico e spirituale della città: il Giardino dell’Eremo del Beato Guglielmo, le aperture serali della Chiesa di Santa Maria La Nova, il Museo del Costume e le ricostruzioni immersive in 3D dedicate alle ferite della Seconda Guerra Mondiale. Un percorso scandito dall’esposizione di documenti storici mai visti, come quelli sulle Dame di Carità tra il 1914 e il 1940, e dalle voci narranti di don Ignazio La China, Valentina Pensiero e Pietro Di Rosa.
A decretare la riuscita della manifestazione è stata soprattutto la capacità di fare rete: realtà come Tanit, EsplorAmbiente, GoArtLab, Triskele, Agire, L’Isola, il Centro Studi e Documentazione e la Pro Loco hanno operato in una sinergia orizzontale che ha trasformato la ricerca storica in narrazione accessibile.
Nelle parole dei vertici della Fondazione emerge la consapevolezza di aver tracciato una rotta replicabile. Per Paola Dantoni, la risposta del pubblico e la cooperazione tra generazioni testimoniano “l’effervescenza culturale della città quando si lavora uniti verso un’ambizione comune”, mentre la presidente Martina Mililli ha rimarcato “la meraviglia e il rispetto” mostrati da chi ha scelto di camminare tra luoghi dimenticati che tornano a pulsare. Con i registri di questa edizione ormai chiusi, la macchina organizzativa guarda già a settembre 2027 per dare continuità a un patto culturale che ha saputo restituire alla comunità frammenti decisivi della propria storia.