Cronaca

Svolta nell’omicidio Florio, arrestata una donna di 53 anni

Decisive le intercettazioni e le analisi informatiche dei Carabinieri per contestare il reato di concorso in omicidio aggravato

di Pinella Rendo -

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Messina e della Compagnia di Taormina hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di una donna di 53 anni. La donna, originaria di Sesto San Giovanni (MI) ma di fatto domiciliata in provincia di Vercelli, è gravemente indiziata del reato di omicidio aggravato in concorso. La posizione dell’indagata era già nota agli inquirenti.

All’indomani del ritrovamento del corpo di Giuseppe Florio a Castiglione di Sicilia, 66 anni originario e residente a Giardini Naxos, scoperto da un passante avvolto in un lenzuolo e in sacchi di plastica, la 53enne era stata infatti sottoposta a un iniziale provvedimento di fermo per l’ipotesi di occultamento di cadavere. Nonostante la convalida del fermo, il Giudice non aveva però applicato alcuna misura cautelare, disponendone la scarcerazione. A ribaltare il quadro clinico dell’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Messina guidata dal Procuratore Antonio D’Amato, sono stati i successivi e serrati approfondimenti investigativi.

Determinante si è rivelato il supporto tecnico della sezione “cyber” dei Carabinieri di Catania, che ha analizzato a fondo i dispositivi informatici sequestrati. Parallelamente, la visione di ulteriori immagini dei sistemi di videosorveglianza, l’escussione di testimoni, le dichiarazioni rese in sede di interrogatorio da un coindagato e, soprattutto, una fitta rete di intercettazioni telefoniche e ambientali captate proprio nel periodo successivo alla scarcerazione, hanno fornito nuovi e decisivi indizi di colpevolezza a carico della donna per la partecipazione attiva nel delitto. L’ordinanza di custodia in carcere è stata emessa dal GIP presso il Tribunale di Messina su richiesta della locale Procura. Trattandosi della fase delle indagini preliminari, l’indagata è da presumersi innocente fino a una eventuale sentenza irrevocabile che ne accerti la responsabilità, e il provvedimento restrittivo odierno potrà essere reclamato davanti agli organi giudiziari competenti.