Messina
Taormina, confiscati immobili per mezzo milione a un avvocato condannato per peculato e corruzione -VIDEO-
Eseguito dalla Guardia di Finanza un provvedimento di confisca definitiva disposto dalla Procura Generale di Messina. Allo Stato acquisiti beni e disponibilità finanziarie per quasi 700 mila euro.
I militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno eseguito un ordine di confisca emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Messina – Ufficio Esecuzioni Penali – nei confronti di un avvocato, destinatario di una condanna definitiva per peculato e corruzione.
Il provvedimento ha riguardato tre immobili, per un valore complessivo di oltre 485 mila euro, riconducibili al professionista che, tra il 1993 e il 2018, aveva ricevuto dal Comune di Taormina l’incarico di recuperare i crediti relativi agli utenti morosi del servizio idrico.
Le accuse e la condanna definitiva
Secondo quanto accertato dalla magistratura, l’avvocato si sarebbe appropriato di oltre 924 mila euro riscossi dagli utenti senza versarli nelle casse comunali, sfruttando il ruolo ricoperto quale incaricato di pubblico servizio. Le indagini hanno inoltre ricostruito un sistema che prevedeva l’emissione di false fatture per prestazioni mai eseguite e la mancata trasmissione al Comune dei prospetti riepilogativi delle somme incassate.
La condotta sarebbe stata agevolata da un funzionario comunale che, in cambio di denaro e altre utilità, avrebbe omesso i controlli sull’attività di riscossione, indirizzando anche gli utenti morosi a rivolgersi direttamente al professionista per evitare il distacco della fornitura idrica. Per questi fatti l’avvocato è stato condannato in via definitiva a quattro anni di reclusione per i reati di peculato e corruzione. La sentenza emessa dal Tribunale di Messina nel 2020 è stata confermata dalla Corte d’Appello nel 2021 e resa definitiva dalla Corte di Cassazione nel 2023.
Beni per quasi 700 mila euro acquisiti allo Stato
In esecuzione della sentenza definitiva, l’Ufficio Esecuzioni Penali della Corte d’Appello di Messina ha disposto la confisca dei tre immobili, per un valore di circa 486 mila euro, oltre a 210 mila euro già acquisiti dall’Erario attraverso le disponibilità presenti sui conti correnti riconducibili al condannato.