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Tensione nelle carceri: aggressione a Piazza Lanza e sovraffollamento a Siracusa
Tensione sempre più alta nelle carceri della Sicilia orientale. A Ragusa un agente di Polizia Penitenziaria è stato aggredito da un detenuto, riportando dieci giorni di prognosi. Un episodio che riaccende i riflettori sull'emergenza sovraffollamento e sulle carenze di organico che stanno mettendo in ginocchio anche il penitenziario di Cavadonna, a Siracusa. Sindacati e politica denunciano: 'Il sistema è al collasso'.
Ancora violenza dietro le sbarre. L’ennesima aggressione ai danni del personale di Polizia Penitenziaria si è consumata nella mattinata di ieri all’interno del carcere di Ragusa. Un agente è stato colpito da un detenuto extracomunitario durante il turno di servizio, riportando lesioni giudicate guaribili in dieci giorni.
L’episodio è solo la spia di un malessere profondo. A Ragusa la popolazione detenuta ha superato quota 220 presenze, a fronte di una pianta organica che dovrebbe contare su circa 70 agenti. Il sindacato Con.si.pe alza la voce: la gestione di soggetti con patologie psichiatriche e il cronico sottodimensionamento del personale stanno mettendo a rischio la sicurezza di chi lavora dentro le strutture.
Una situazione d’emergenza che accomuna tutto il Sud-Est della Sicilia. A Siracusa, nella struttura di Cavadonna, nei giorni scorsi è esplosa una vera e propria rivolta. Qui i numeri raccontano di oltre 720 reclusi su una capienza regolamentare di appena 545 posti. Sulla vicenda è intervenuto il deputato del M5S Filippo Scerra, sollecitando un intervento urgente del Ministero della Giustizia dopo la vertenza aperta in Prefettura: “A Cavadonna si è superato il livello di guardia – accusa Scerra – serve un piano straordinario di assunzioni, assistenza sanitaria adeguata e riforme prima che accada l’irreparabile”.