Palermo

Tentata estorsione con il “cavallo di ritorno”: arrestato un 23enne

La richiesta di denaro: “So dov’è lo scooter, ma costa 2.000 euro”

di Sergio Randazzo -

Non aveva fatto i conti con la prontezza della vittima e con la tempestività dei Carabinieri il 23enne palermitano arrestato in flagranza di reato dai militari della Stazione Falde. Il giovane, già noto alle forze dell’ordine, è accusato di tentata estorsione con il classico metodo del “cavallo di ritorno”, questa volta innescato da un annuncio pubblicato sul web.

Il furto dello scooter e l’appello sui social

Tutto ha inizio con il furto di un motoveicolo. Il proprietario, nel tentativo di ritrovare il mezzo, decide di lanciare un appello sui social network, sperando in una segnalazione utile. La risposta arriva in breve tempo, ma non è quella auspicata.

La richiesta di denaro: “So dov’è lo scooter, ma costa 2.000 euro”

Un conoscente della vittima si fa avanti sostenendo di sapere esattamente dove si trovi lo scooter. Il presunto “servizio” di recupero, però, ha un prezzo ben preciso: 2.000 euro in contanti, somma che sarebbe stata destinata, secondo gli investigatori, ai ladri per “chiudere la pratica”. Una richiesta che rientra pienamente nel meccanismo estorsivo del cavallo di ritorno, pratica purtroppo ancora diffusa.

La denuncia e la trappola ai danni del ricattatore

Anziché cedere al ricatto, la vittima ha scelto la strada della legalità, contattando immediatamente i Carabinieri. D’intesa con i militari, si è finta interessata alla trattativa e ha fissato un appuntamento in pieno giorno per la consegna del denaro.

L’arresto in flagranza

All’incontro, però, il 23enne non ha trovato le banconote richieste, ma i Carabinieri della Stazione Falde e del Nucleo Operativo della Compagnia San Lorenzo, pronti a intervenire. L’azione rapida e coordinata ha permesso di bloccare il ricattatore e far scattare le manette, stroncando il tentativo di estorsione prima che il denaro passasse di mano.