Trapani

Tentato incendio a Marsala: aggravamento della misura cautelare

Il provvedimento scaturisce dalle reiterate violazioni della misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico

di Sergio Randazzo -

Su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala, il G.I.P. della città ha disposto l’aggravamento della misura degli arresti domiciliari nei confronti del secondo indagato, sostituendola con la custodia cautelare in carcere. L’uomo, insieme al fratello, è ritenuto coinvolto nel tentato incendio della “Pescheria Crimi”, avvenuto lo scorso 12 ottobre.

Violazioni agli arresti domiciliari

Il provvedimento scaturisce dalle reiterate violazioni della misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, cui il soggetto era sottoposto dal 7 novembre, segnalate tempestivamente dai Carabinieri della Compagnia di Marsala alla Procura. Già lo scorso 21 novembre, il fratello dell’odierno arrestato era stato trasferito presso la Casa Circondariale di Trapani per analoghe violazioni delle prescrizioni.

Ricostruzione dei fatti

Le indagini hanno accertato che i due fratelli, dopo aver prelevato della benzina presso un distributore del centro urbano, si sarebbero recati in Piazza del Popolo, travisati, introducendosi nel mercato ittico e appiccando il fuoco al bancone della “Pescheria Crimi”.

Esecuzione e trasferimento

Al termine delle formalità di rito, l’indagato è stato condotto presso la Casa Circondariale di Trapani, dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.