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Terzo mandato, l’Ars ci riprova

All’Assemblea regionale siciliana si riapre la partita sul terzo mandato dei sindaci nei piccoli comuni

di Piero Messina -

All’Ars si riapre la partita sul terzo mandato dei sindaci nei piccoli comuni. Dopo la bocciatura della riforma degli Enti locali e dopo una recente sentenza della Corte costituzionale che rafforza il principio dell’applicazione delle norme nazionali anche nelle regioni a statuto speciale, il Parlamento siciliano prova a rimettere mano alla materia. Anche l’Associazione dei comuni è in pressing per questo obiettivo.

Il presidente dell’Assemblea regionale, Gaetano Galvagno, ha convocato d’urgenza la conferenza dei capigruppo per proporre un disegno di legge di recepimento diretto della norma nazionale. Un testo breve, in due articoli, che renderebbe applicabile anche in Sicilia il terzo mandato per i sindaci dei comuni fino a 15 mila abitanti.

La proposta sarà elaborata in Commissione Affari istituzionali nei prossimi giorni, con emendamenti entro venerdì e approdo in aula previsto il 10 marzo. Se approvata, la legge potrebbe entrare rapidamente in vigore, evitando il rischio di ricorsi, anche perché alcuni sindaci uscenti hanno già annunciato l’intenzione di candidarsi comunque e impugnare eventuali esclusioni.

Ma il clima politico resta teso. Il Movimento 5 Stelle annuncia battaglia e chiede il voto segreto, accusando la maggioranza di voler riaprire una norma già bocciata appena un mese fa.

Intanto la giunta regionale ha fissato la data delle elezioni amministrative: si voterà domenica 24 maggio e lunedì 25 maggio, in contemporanea con il resto d’Italia. Un appuntamento che rende ancora più urgente sciogliere il nodo delle regole elettorali.