Attualità
“Ti aspetto a casa”: sostegno alle neo-mamme e alle famiglie
Entra nel vivo il progetto dell'ASP di Ragusa denominato "Ti ASPetto a casa", avviato nei mesi scorsi e finanziato con oltre un milione di euro dal Programma Nazionale Equità nella Salute 2021-2027. Nei giorni scorsi, la sede dell'Azienda Sanitaria ha ospitato un primo momento di verifica: i risultati indicano un bilancio estremamente positivo, con un’ottima risposta in termini di informazione e adesione da parte delle mamme.
La nascita di un bambino è un momento straordinario, ma porta con sé anche profonde trasformazioni emotive, fisiche e sociali. Un periodo delicato in cui l’ansia dell’attesa o le paure del post-parto rischiano di far sentire la donna sola.
Per affiancare le mamme e le famiglie proprio nel loro ambiente di vita, l’ASP di Ragusa ha messo in campo “Ti ASPetto a casa”, un progetto che punta sul rafforzamento della continuità assistenziale tra strutture ospedaliere e servizi territoriali. Nei giorni scorsi, la sede dell’Azienda ha ospitato un primo bilancio operativo dell’iniziativa avviata a maggio: un incontro che ha confermato un riscontro eccellente per numero di mamme informate e coinvolte tra Ragusa, Modica e Vittoria.
Punto di forza del progetto è l’home visiting: le famiglie vengono affiancate direttamente a casa da un’équipe multidisciplinare specializzata. Ostetriche, infermiere, psicologhe e assistenti sociali lavorano insieme per offrire un supporto completo: dalla cura del neonato all’allattamento, fino al benessere psicologico della madre e alla gestione delle incertezze del ruolo genitoriale.
Una presa in carico integrata, supportata da una piattaforma digitale e dal lavoro della Centrale Operativa Territoriale in sinergia con i Consultori e i Comuni.
A testimoniare l’importanza dell’iniziativa sono le stesse protagoniste: donne che hanno scelto di aderire al percorso trovando un punto di riferimento fondamentale per non affrontare da sole il viaggio della maternità.
Con “Ti ASPetto a casa”, la sanità iblea compie un passo concreto verso una medicina di prossimità che non attende il paziente in ospedale, ma impara prima di tutto ad ascoltarlo tra le mura domestiche