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Torre Faro, sprofonda piazza dell’Angelo

Cinque comitati cittadini hanno presentato un esposto alla Procura e alla Corte dei Conti denunciando omissioni, pericoli per la sicurezza e sprechi di denaro pubblico. Intanto il Comune prosegue i lavori di restyling estetico

di tcf -

Torre Faro si sgretola sotto i piedi. La storica Piazza dell’Angelo, sta lentamente scivolando verso il mare. Le prime fessure si sono trasformate in crepe profonde, il muro di contenimento mostra segni di cedimento e la scogliera di protezione viene erosa dalle onde.

Cinque comitati cittadini – Messina 3S, Cad Sociale, Peat, Amo il Mio Paese e Salviamo Torre Faro – hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Messina, indirizzato anche alla Corte dei Conti e alla Prefettura, chiedendo accertamenti su eventuali omissioni, danni erariali e rischi per la pubblica incolumità. Tra i firmatari anche l’ex direttore del Genio Civile Gaetano Sciacca, che nel documento parla apertamente di “grave pericolo determinato da un fenomeno erosivo che interessa la scogliera di massi a protezione del muro di sostegno della piazza”.

Un cedimento che, avvertono i tecnici, potrebbe trascinare in mare parte della piazza e contaminare la laguna di Capo Peloro. Le segnalazioni – ricordano i comitati – sono state inviate più volte via PEC il 14 ottobre 2024, il 16 giugno 2025 e il 1° ottobre 2025, durante un incontro al sesto quartiere. Nonostante i ripetuti allarmi, nessun intervento strutturale è stato avviato.

A rendere ancora più grave la vicenda è la decisione di avviare lavori di restyling, concentrati sulla pavimentazione della piazza. Un intervento giudicato dai comitati “inefficace e potenzialmente dannoso”. Rifare la superficie, denunciano, senza prima consolidare la struttura sottostante, significa sprecare fondi pubblici e aggravare la situazione.

La ditta Andiva di Agrigento, vincitrice dell’appalto, si sarebbe limitata a lavori superficiali, sospendendo le attività in attesa di chiarimenti tecnici. Nell’esposto, gli attivisti chiedono di verificare omissioni d’atti d’ufficio, attentato alla sicurezza dei luoghi e danno erariale. Intanto l’assessore ai Lavori Pubblici Salvo Mondello ha cercato di rassicurare: “Sarà rifatto tutto”. Ma le parole non bastano più. “Le crepe si allargano ogni giorno – replicano i residenti – e il mare continua a erodere. Serve un intervento urgente, non promesse.”