Attualità
Tra giudici e rimpasti: la politica siciliana entra nell’anno dell’attesa
Dopo la pausa natalizia, il 13 gennaio ricomincia la stagione politica. E si guarda anche all’evolversi dell’inchieste giudiziarie sui politici
Il 2026 della politica siciliana sfida la scaramanzia. Si ricomincia all’Ars il 13 gennaio, quando in contemporanea in un’aula del Tribunale di Palermo, il giudice per l’udienza preliminare dovrà decidere se mandare o meno a processo l’assessore regionale al Turismo Elvira Amata, indagata per corruzione. E una settimana dopo toccherà al presidente dell’Assemblea regionale Gaetano Galvagno, atteso dai giudici il 21gennaio.
Non saranno sentenze e non ci sarà un verdetto definitivo. Ma è comunque uno snodo cruciale, perché da quelle decisioni preliminari dipenderà molto più del destino giudiziario dei due indagati – per i quali vale, senza eccezioni, il principio di non colpevolezza. Dipenderà la tenuta complessiva del sistema politico che oggi governa la Sicilia.
Le inchieste più recenti della magistratura, compresa quella che ha portato Totò Cuffaro ai domiciliari e la Democrazia Cristiana fuori dall’esecutivo regionale, restituiscono un quadro tutt’altro che rassicurante: un sistema che continua a reggersi su vecchi meccanismi, sul controllo degli appalti, sulle raccomandazioni, sulle reti di favori e di clientela.
In questo contesto, parlare di “questione morale” come stella polare della politica siciliana sarebbe illusorio. Ci si affida, piuttosto, alle decisioni dei giudici per capire se e come si può andare avanti. E così tutto resta sospeso: il governo, il Parlamento regionale, la maggioranza, gli assessorati. Tutto ruota attorno all’attesa di gennaio.Il presidente della Regione Renato Schifani ne è perfettamente consapevole. La sua maggioranza sconta un equilibrio fragile da amministrare giorno per giorno.
Eppure, sotto questa apparente immobilità, le tensioni non mancano. Le voci di rimpasto, tornate insistenti nelle ultime settimane, raccontano di una maggioranza inquieta. Fratelli d’Italia è attraversata da fratture interne e deve fare i conti con l’eventuale indebolimento di due figure chiave. Ma le fibrillazioni riguardano anche Forza Italia, dove è ormai esplicita la richiesta di sostituire due assessori tecnici in settori strategici come l’Economia e la Salute.
Nel frattempo, l’Assemblea regionale ha un’agenda complessa, La Legge di Stabilità appena approvata ne è un esempio evidente, con decine di articoli stralciati dopo il passaggio in commissione Bilancio. Di quelle norme stralciate se ne riparlerà proprio a gennaio.
E così il 2026 si annuncia come l’anno di una campagna elettorale permanente, senza elezioni. I partiti si posizionano, contano i fedelissimi, preparano le difese. Il governo amministra l’ordinario, con la promessa di nuovi investimenti: c’è da giocare la carta dei due miliardi di avanzo di amministrazione, che entro la primavera potrebbero essere sbloccati dalla Corte dei Conti.