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Trapani Shark, dal sogno alla vergogna
A Trapani la squadra di basket è stata esclusa dal campionato di serie A. La fine di un progetto in cui centro di tutto c’è Valerio Antonini, imprenditore discusso e ormai in rotta con la città
Dal sogno alla vergogna. Trapani perde la sua squadra di basket. La Trapani Shark è stata esclusa dal campionato di Serie A, appena due anni dopo la storica promozione. È la fine amara di una parabola iniziata con entusiasmo e finita nel caos.
La decisione è arrivata dopo una riunione congiunta di Lega Basket e Federazione, che hanno punito la società di proprietà di Valerio Antonini dopo l’ultima partita farsa: appena 7 giocatori, di cui quattro ragazzi delle giovanili contro Trento, in una partita durata solo quattro minuti. Già in Champions League, pochi giorni prima, si era verificata una scena simile. E nel precedente match di campionato i granata si sono rifiutati di scendere sul parquet contro Bologna.
Il giudice sportivo ha parlato di “violazione della lealtà sportiva” e “alterazione della regolarità del campionato”. Tutti i risultati sono stati annullati, i giocatori sono stati svincolati, e al club è stata inflitta una multa da 600 mila euro. Per il patron Antonini un’altra inibizione di 3 mesi che si aggiunge a quella di due anni già inflitta nelle scorse settimane. Sotto accusa la gestione del club, con irregolarità nelle documentazioni sull’iscrizione al campionato.
Una crisi cominciata a dicembre, quando sono iniziati ad andare via allenatore e giocatori. E arrivavano penalizzazioni a raffica.. Una caduta rovinosa, nonostante i buoni risultati ottenuti sul campo fino a poche settimane fa.
Una situazione analoga si vive nel Trapani Calcio, sempre guidato da Valerio Antonini.
Il club, partito con ambizioni da playoff in Serie C, ha già subito 15 punti di penalizzazione per irregolarità nei pagamenti e ora rischia persino l’esclusione dal campionato
L’accusa è quella di emolumenti non versati, contributi saltati, bonifici fatti da conti non regolari.
La giustizia sportiva parla di recidiva e l’ombra del fallimento sportivo si fa sempre più concreta.
Era stato accolto come un Messia, Valerio Antonini. Imprenditore romano, diventato milionario con il commercio del grano, con affari in Sud America e relazioni internazionali da film: Diego Armando Maradona lo presentò a Fidel Castro e Nicolás Maduro.
A Trapani ha rilevato le due squadre e investito anche nel settore immobiliare. Dopo le prime promozioni aveva ottenuto addirittura la cittadinanza onoraria. Antonini ha anche comprato la TV locale Telesud oggi nel caos tra stipendi non pagati e attrezzature sequestrate.. Poi la rottura con il sindaco Giacomo Tranchida sulla gestione del PalaShark bollette non pagate, convenzioni da rivedere. Da lì la nascita di un movimento politico, “Futuro”, con tanto di cappellini in stile Trump: “Make Trapani great again”. Ma oggi, quel castello è crollato.
In pochi mesi Trapani è diventata una città che rischia di perdere tutto. E a pagare sono i tifosi: quelli che ci hanno creduto, che hanno riempito stadi e palazzetti, e che ora si trovano davanti un progetto finito nel peggiore dei modi.