Catania
Ucciso e bruciato per un regolamento di conti, 2 arresti
Sono due gli arrestati per l'omicidio di Salvatore Alfio Privitera, il cui corpo carbonizzato fu ritrovato lo scorso 6 gennaio in un'auto nelle campagne di Carlentini. Il movente sarebbe legato al traffico di droga ed a debiti per il gioco d'azzardo
Ci sono due indagati per l’omicidio del 36enne Salvatore Alfio Privitera, il cui corpo carbonizzato era stato trovato lo scorso 6 gennaio nelle campagne di Carlentini, all’interno di un’autovettura che aveva preso a noleggio. I carabinieri, su disposizione della Dda di Catania hanno arrestato Pietro Catanzaro, 36 anni e Danilo Sortino di 23.
Le indagini hanno avuto un impulso importante dai dati forniti dal Gps dell’autovettura che hanno permesso di individuare il luogo esatto dell’omicidio, avvenuto il giorno prima del ritrovamento del corpo nella zona del Villaggio Ippocampo di Mare a Catania.
Sul posto sono state trovate tracce ematiche e segni riconducibili a una colluttazione, tra cui una ciocca di capelli e una collana strappata oltre ad un bossolo di un fucile calibro 12. Secondo la ricostruzione degli inquirenti Privitera a seguito di un’aggressione, è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco alla nuca. Gli indagati avrebbero tentato, senza successo, di eliminare le tracce, innescando un primo incendio. Poi la decisione di portare il cadavere dentro l’autovettura noleggiata, che è stata incendiata, nelle campagne di Carlentini.
Sortino, dopo il delitto, avrebbe cambiato sim e telefono, facendo perdere le proprie tracce. E’ stato trovato in territorio di Vibo Valentia. Altri elementi sono emersi dalle telecamere di sorveglianza e da persone informate dei fatti. Il movente sarebbe da ricondurre a dissidi tra Catanzaro e Privitera sia per questioni legate al traffico di droga ma anche a debiti per il gioco d’azzardo gestito da Catanzaro e praticato spesso da Privitera. Le indagini comunque proseguono. Gli inquirenti ritengono che altre persone sarebbero implicate nel delitto