Attualità

Un centro per l’autismo nella villa confiscata ai boss

Da oggi iniziano le attività di accoglienza nel centro per l'autismo

di Piero Messina -

Quella villa appoggiata sulla Costa sud di Palermo era il simbolo del potere mafioso. Ai margini della città, nel territorio dove giganteggiavano le famiglie del narcotraffico e delle stragi ora c’è un centro per abbattere il muro dell’indifferenza contro l’autismo.

Quel bene confiscato alla mafia e assegnatio al Comune di Palermo da oggi potrà fornire servizi di assistenza e sostegno a 43 persone affette da autismo.

L’iniziativa ha un iter burocratico lungo quasi 4 anni e segna un immaginario passaggio di consegne tra le due assessore del Comune di Palermo, Rosi Pennino, la pasionaria dello Zen che ha avviato il progetto e Mimma Calabrò, che lo porta così a compimento.