Attualità
Un centro per l’autismo nella villa confiscata ai boss
Da oggi iniziano le attività di accoglienza nel centro per l'autismo
Quella villa appoggiata sulla Costa sud di Palermo era il simbolo del potere mafioso. Ai margini della città, nel territorio dove giganteggiavano le famiglie del narcotraffico e delle stragi ora c’è un centro per abbattere il muro dell’indifferenza contro l’autismo.
Quel bene confiscato alla mafia e assegnatio al Comune di Palermo da oggi potrà fornire servizi di assistenza e sostegno a 43 persone affette da autismo.
L’iniziativa ha un iter burocratico lungo quasi 4 anni e segna un immaginario passaggio di consegne tra le due assessore del Comune di Palermo, Rosi Pennino, la pasionaria dello Zen che ha avviato il progetto e Mimma Calabrò, che lo porta così a compimento.