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Usb e Comune insieme contro il “caporalato residenziale”

Incontro ieri a Vittoria tra l'Amministrazione Comunale e il sindacato USB

di valentina di rosa -

Braccio di ferro comune a Vittoria con un percorso di collaborazione istituzionale per fare emergere e superare le zone d’ombra che possono favorire fenomeni di intermediazione illecita, attraverso strumenti di maggiore trasparenza, tracciabilità e tutela della dignità della persona contro il fenomeno del caporalato delle residenze, ulteriore criticità legata al lavoro agricolo che si verifica nel territorio. E’ stato questo il tema affrontato a Palazzo di Città tra l’Amministrazione comunale e una delegazione dell’organizzazione sindacale USB, guidata da Michele Mililli.

Si vuole creare una Commissione intersettoriale, intesa come tavolo permanente al quale possano partecipare gli uffici comunali interessati, tra cui Anagrafe, Servizi Sociali e Polizia Locale, insieme alle organizzazioni sindacali, alle associazioni datoriali e ai rappresentanti della proprietà edilizia.

La seconda proposta prevede la possibile istituzione di una “White List degli intermediari etici”, attraverso un albo pubblico destinato ai soggetti disponibili a sottoscrivere un Protocollo di Legalità e Trasparenza, con l’impegno a garantire contratti regolari, il rispetto dei contratti collettivi nazionali di lavoro, l’idoneità abitativa degli alloggi e l’assenza di forme di mediazione onerosa a carico dei lavoratori.

Un terzo ambito riguarda l’introduzione di procedure amministrative integrate, con un sistema di monitoraggio volto a verificare la coerenza tra le dichiarazioni anagrafiche e la capacità ricettiva degli immobili, prevedendo al contempo percorsi amministrativi più efficienti per i lavoratori inseriti in percorsi di intermediazione trasparente e verificabile.

Infine, la proposta punta a una nuova governance della sicurezza, superando la logica dell’emergenza e promuovendo una gestione strutturata dei processi, nella quale la tracciabilità diventi uno degli strumenti fondamentali per garantire sicurezza sociale e legalità a beneficio dell’intera comunità.

Nessuno deve poter lucrare sulla necessità di un lavoratore di trovare un alloggio o di regolarizzare la propria posizione. Vogliamo costruire un percorso che coinvolga le istituzioni, le organizzazioni sindacali, le associazioni datoriali e tutti i soggetti che intendono operare nel rispetto delle regole. La legalità non può essere soltanto un principio astratto, ma deve tradursi in procedure trasparenti, controlli efficaci e responsabilità condivise.