Attualità
Valutazione d’Impatto Generazionale: Ragusa e Siracusa apripista in Sicilia
Prima di approvare una delibera o un progetto, le amministrazioni si chiederanno: "Che effetti avrà questa scelta sulla vita dei giovani?" Ragusa e Siracusa sono i primi Comuni in Sicilia ad adottare ufficialmente la Valutazione di Impatto Generazionale, un nuovo metodo per orientare le decisioni pubbliche a favore degli under 35.
Ogni scelta di un’amministrazione ha una ricaduta diretta sul futuro della comunità, anche quando non riguarda in modo esplicito i ragazzi. Parte da questo principio la svolta adottata dalle Giunte comunali di Ragusa e Siracusa, i primi due capoluoghi in Sicilia a introdurre ufficialmente la VIG, ovvero la Valutazione di Impatto Generazionale. Messa a punto da ANCI sulla scia di un modello europeo, la VIG rappresenta un vero e proprio cambio di metodo: prima di approvare gli atti di programmazione strategica, gli uffici comunali analizzeranno l’impatto di ogni singolo provvedimento sulle ragazze e sui ragazzi tra i 14 e i 35 anni. Come funziona nella pratica? Facciamo un esempio concreto: nell’approccio tradizionale immaginiamo che il Comune debba riorganizzare i trasporti serali e decida di tagliare i bus periferici dopo le 21:00 per risparmiare. Sembra una scelta contabile neutra, ma nei fatti isola gli studenti e i giovani lavoratori che non hanno un mezzo proprio, rivelandosi penalizzante. Con la Valutazione di Impatto Generazionale, l’amministrazione individua subito la criticità e aggiusta il tiro mantenendo, ad esempio, i collegamenti con le zone universitarie o introducendo navette a chiamata. Così, una decisione generale evita di creare svantaggi per gli under 35. Il percorso è promosso dagli assessori alle Politiche Giovanili Simone Digrandi per Ragusa e Marco Zappulla per Siracusa. Il punto di partenza è il DUP, il Documento Unico di Programmazione, il testo con cui la Giunta fissa le azioni concrete per i vari settori dell’amministrazione nei prossimi anni. All’interno di questo documento, le singole scelte politiche verranno analizzate e divise in quattro categorie principali:
misure generazionali: interventi pensati direttamente per i giovani dai 14 ai 35 anni (es. contributi per l’imprenditoria giovanile);
misure potenzialmente generazionali: progetti generali che, con le dovute modifiche, possono creare opportunità per gli under 35 (es. la riqualificazione di un parco con spazi studio o sportivi);
misure anti-generazionali: provvedimenti che finiscono per penalizzare i più giovani e che, grazie alla VIG, verranno modificati o bloccati sul nascere;
misure neutre: attività amministrative ordinarie che non hanno alcun impatto diretto sul divario generazionale.
I due assessori sottolineano come la VIG rappresenti una scelta culturale prima che amministrativa, utile a ridurre il divario generazionale lavorando in modo trasversale su tutti i settori del Comune, coinvolgendo anche le consulte giovanili e le associazioni locali nella fase di co-progettazione. Il modello partirà in via sperimentale con la formazione del personale e l’affiancamento dei tecnici ANCI, tracciando la strada per una programmazione pubblica che metta, concretamente, le nuove generazioni al centro dell’agenda di governo.