Attualità
‘Vara 2026’ scontro sulla sicurezza
Gli addetti chiedono al Comune un protocollo scritto e tutele chiare per le manovre del carro, rifiutando ogni responsabilità senza risposte concrete
A un mese dalla processione del 15 agosto, si apre uno strappo tra il Comune di Messina e gli addetti alle manovre della Vara. I segnalatori chiedono la definizione urgente di un protocollo scritto sulla sicurezza, annunciando che, senza tutele chiare, non si assumeranno alcuna responsabilità organizzativa, civile o penale.
Trattandosi di un gigantesco manufatto privo di freni e sterzo, trainato a spinta da oltre duemila persone, la gestione dell’ordine lungo il percorso risulta fondamentale. Gli addetti denunciano rischi crescenti: dal divieto di usare smartphone — la cui caduta provocò un pericoloso arresto nel 2025 — all’insidiosa abitudine di tagliare le gomene in corsa con i taglierini, col rischio di causare un devastante “effetto frusta”.
Tra le richieste principali figurano il divieto di sostare vicino al carro, distanze di sicurezza, lo sgombero dei bambini dalle corde e la reintroduzione dell’albo dei tiratori, con limiti d’età tra i 16 e i 70 anni per escludere i “finti tiratori” in cerca di selfie.
Infine, lo sguardo si allunga al Centenario del 2026: i segnalatori contestano fondi comunali ritenuti insufficienti per garantire la tutela di una manifestazione di richiamo internazionale. In mancanza di un accordo formale con le autorità, la storica processione rischia ora un clamoroso stop.