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Versalis, l’allarme del PD: “Subito chiarezza sul futuro dello stabilimento”

A Ragusa torna al centro del dibattito la vertenza ENI Versalis. Il capogruppo PD Peppe Calabrese denuncia il disimpegno industriale e chiede interventi urgenti per tutelare lavoro e territorio.

di Chiara Scucces -

Una vertenza lunga anni, fatta di incertezze, ridimensionamenti e promesse di rilancio mai del tutto concretizzate. Torna sotto i riflettori la situazione dello stabilimento ENI Versalis di Ragusa, uno dei poli industriali storici del territorio ibleo.

A rilanciare l’allarme è il capogruppo del Partito Democratico al Consiglio comunale, Peppe Calabrese, che parla di un progressivo disimpegno industriale con pesanti ricadute sociali ed economiche.

Il sito, per decenni punto di riferimento occupazionale della provincia, è oggi al centro di una fase di transizione segnata da chiusure di impianti, messe in sicurezza e riduzione delle attività. Un processo che, pur non incidendo direttamente sui dipendenti interni, sta colpendo duramente l’indotto.

“Il prezzo più alto lo stanno pagando i lavoratori esterni”, denuncia Calabrese, “costretti a fare i conti con perdita di reddito e, in molti casi, con trasferimenti al Nord per continuare a lavorare”. Una situazione che riapre una questione più ampia: il futuro industriale di Ragusa e di un territorio che per oltre settant’anni ha legato parte della propria economia alla presenza del gruppo ENI. Secondo il Partito Democratico, il rischio concreto è quello di un progressivo svuotamento produttivo senza un vero piano di riconversione. Da qui la richiesta di chiarezza: capire se esista un progetto industriale concreto o se si tratti soltanto di annunci.  Nel mirino anche l’azione delle istituzioni locali. Calabrese sollecita un intervento del sindaco e dell’amministrazione comunale, ritenuto finora insufficiente su una vertenza considerata strategica per il territorio. “La città non può permettersi di perdere questi posti di lavoro”, ribadisce, sottolineando come le conseguenze sarebbero pesanti per un’economia già fragile.

Sul fronte politico, il PD prova a muoversi anche a livello regionale: il deputato Nello Dipasquale ha chiesto la convocazione di un tavolo urgente con sindacati, Regione e vertici aziendali.  L’obiettivo è riaprire il confronto e ottenere garanzie sul futuro dello stabilimento, ma soprattutto creare le condizioni per riportare i lavoratori sul territorio e rilanciare un sito che resta centrale per l’economia iblea.

Una vicenda che va oltre la singola azienda e che riflette le difficoltà più ampie del sistema industriale siciliano, diviso tra riconversione, sostenibilità e tutela dell’occupazione.