Attualità
Via D’Amelio: i colori dei bambini e il grido di Don Ciotti per la verità
Se la memoria istituzionale ha i suoi protocolli, in Via D’Amelio c'è una memoria che si fa quotidianità e pretesa di giustizia. Da una parte i laboratori creativi dei bambini che colorano la strada sotto l'Albero della Pace; dall'altra il monito fermo di Don Luigi Ciotti su una verità che, dopo trentaquattro anni, manca ancora di troppi tasselli. Sentiamo
Se la parte ufficiale si sposta nei luoghi della memoria formale, è nel cuore di Via D’Amelio, sotto l’Albero della Pace, che la commemorazione si fa futuro e prende la forma di un laboratorio all’aperto. Decine di studenti e bambini colorano la strada, proprio sotto l’albero della pace. Un momento di leggerezza per i più piccoli, che diventa però il binario per tramandare il ricordo della strage alle nuove generazioni
Una memoria che però non può fermarsi alla sola ricorrenza, soprattutto in un anniversario che pesa: sono passati trentaquattro anni da quel 19 luglio 1992, e la richiesta di una verità piena sul depistaggio e sui mandanti resta ancora senza risposta. Un vuoto che Don Luigi Ciotti denuncia con forza