Ragusa
Vittoria sotto shock: giovane sequestrato da due uomini armati
Secondo le prime ricostruzioni, due Fiat Panda, una bianca e una nera, si sono avvicinate al luogo dell’aggressione
(NOTIZIA IN AGGIORNAMENTO) – Una tranquilla serata tra amici si è trasformata in un dramma. Intorno alle 21:30 di ieri, a Vittoria, un ragazzo è stato rapito da due individui incappucciati e armati di pistola, sotto gli occhi increduli dei coetanei. L’episodio, avvenuto in una zona isolata ma abitualmente frequentata da giovani, ha scosso profondamente la comunità locale.
Il sequestro davanti ai testimoni
Secondo le prime ricostruzioni, due Fiat Panda, una bianca e una nera, si sono avvicinate al luogo dell’aggressione. Dalla Panda nera sono scesi due uomini con il volto coperto. Dopo aver chiamato il giovane per cognome – segno che sapevano esattamente chi cercare – gli hanno sottratto il cellulare, poi abbandonato a terra, e lo hanno caricato a forza sull’auto. Prima di fuggire, avrebbero rassicurato gli altri presenti: “Non vi preoccupate, vogliamo solo lui”.
Indagini in corso
Le forze dell’ordine, allertate immediatamente, hanno transennato l’area e avviato le indagini. Sono in corso verifiche su possibili immagini di videosorveglianza e si cercano elementi utili per risalire agli autori del sequestro. Gli investigatori non escludono nessuna pista: dal regolamento di conti al tentativo di estorsione, fino a un “messaggio” rivolto alla famiglia della vittima, figlio di un noto commerciante della città.
Una città che ricorda vecchi fantasmi
Un sequestro così plateale, compiuto in un contesto urbano e alla presenza di testimoni, riporta alla memoria un precedente lontano: il rapimento del notaio Garrasi negli anni ’70, che si concluse con la liberazione dell’ostaggio e l’arresto dei responsabili. Oggi, però, il contesto appare diverso, con un’azione studiata nei dettagli e rivolta a un obiettivo preciso.
La reazione delle istituzioni
Il sindaco Francesco Aiello, informato dell’accaduto, ha espresso “profondo sconcerto” e invocato l’intervento immediato del Prefetto e del Ministero dell’Interno. “È tempo di agire – ha dichiarato – non si può più restare a guardare. Le istituzioni centrali devono intervenire con decisione. A Vittoria lo Stato deve tornare a farsi vedere e sentire”.