Attualità

Zen, la battaglia per la casa che Cosa Nostra voleva gestire

Il presidio ha ricevuto il sostegno di gran parte della comunità

di Piero Messina -

Quell’appartamento di Via Agesia da Siracusa nel cuore dello Zen è il punto di riscossa contro il dominio del crimine nel quartiere. Era stato riconsegnato al Comune, che lo aveva nuovamente affidato a una famiglia che ne aveva diritto. Ma i sistemi criminali presenti allo Zen avevano fatto scappare quella famiglia. Il motivo è semplice: lì, quelle case, le gestisce il potere criminale. Adesso il Comune punta i piedi e da giorni va avanti un presidio per “salvare” quel bene.

 

Il blitz del Comune, sostenuto dalla società civile, dal volontariato e da docenti universitari cambia le regole del gioco, in un quartiere dove una minoranza di criminali tiene in ostaggio più di ventimila persona. Anche servizi essenziali, come la distribuzione dell’acqua, sono un affare per ciò che resta delle cosche mafiose. Il presidio ha ricevuto il sostegno di gran parte della comunità che vive nel quartiere. E c’è chi lancia una proposta, nel nome della bellezza, per far si che lo ZEN non diventi una nuova Caivano.