Attualità
58 anni dopo: “Basta retorica, la bellezza diventi economia”
ll sindaco di Poggioreale, Carmelo Palermo, scuote la Valle del Belice nell’anniversario del sisma: "Non serve piangersi addosso per le occasioni mancate. Con Gibellina Capitale dell’Arte 2026 parta la riscossa di tutto il territorio"
Cinquantotto anni di memoria, ferite aperte e promesse spesso rimaste sulla carta. Ma quest’anno, nei giorni in cui la Valle del Belice ricorda la devastante notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968, il tono delle istituzioni locali cambia registro.
Non è più il tempo del fatalismo, ma quello di un’agenda delle priorità che metta fine alla stagione dei ritardi. A farsi portavoce dei primi cittadini della Valle è Carmelo Palermo, sindaco di Poggioreale, che lancia un monito chiaro: fermare la retorica della lagnanza per concentrarsi su soluzioni concrete che contrastino lo spopolamento e l’isolamento. Il quadro tracciato da Palermo è lucido e impietoso. Nonostante il Belice sia diventato un hub per le energie rinnovabili, il territorio non ne beneficia: “Costi dell’energia abnormi nonostante l’aumento vistoso di parchi eolici e fotovoltaici”, denuncia il sindaco. Un paradosso che si somma a una crisi idrica cronica e a una rete infrastrutturale che rende i trasporti un’impresa quotidiana.
L’agricoltura, cuore pulsante della zona, soffre il deprezzamento dei prodotti, spingendo i giovani verso l’abbandono delle campagne e, di conseguenza, dei centri abitati. Se il Belice vanta un patrimonio monumentale e naturalistico unico al mondo questo “museo a cielo aperto” non basta più a sostenere le comunità.
“Non possiamo vivere di autocompiacimento se non riusciamo a tradurre la bellezza in qualcosa che produce economia reale”, dice ancora Carmelo Palermo. L’occasione del riscatto ha una data e un nome: Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026. Per i sindaci della Valle, questo riconoscimento non deve restare una “passerella” per la sola Gibellina, ma deve rappresentare l’innesco di un processo trasformativo per l’intera area, coinvolgendo centri come Montevago, Salaparuta e Partanna, dove in queste ore si susseguono i momenti di memoria.
La sfida è lanciata: trasformare il 58esimo anniversario nell’anno zero di una nuova rinascita belicina.