Palermo
Condannata a undici anni Laura Bonafede, maestra e compagna di Messina Denaro
Bonafede era imputata per aver favorito la latitanza di Messina Denaro, fornendo supporto logistico e protezione
Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Palermo, Paolo Magro, ha emesso una condanna a undici anni e quattro mesi di reclusione per Laura Bonafede, insegnante di Campobello di Mazara (Trapani) e amante del boss mafioso Matteo Messina Denaro. La donna era accusata di aver assistito e protetto il capomafia di Castelvetrano durante la sua latitanza, oltre a intrattenere con lui una relazione sentimentale.
Le accuse e il contesto del processo
Bonafede era imputata per aver favorito la latitanza di Messina Denaro, fornendo supporto logistico e protezione. Oltre a lei, anche la figlia, Martina Gentile, è coinvolta in un altro procedimento per accuse simili. La condanna arriva a seguito delle richieste dei pubblici ministeri Gianluca De Leo e Pierangelo Padova, membri del pool antimafia di Palermo, coordinato dal procuratore aggiunto Paolo Guido.
La cattura e la morte di Matteo Messina Denaro
Matteo Messina Denaro, uno dei latitanti più ricercati d’Italia e figura di spicco della mafia siciliana, era stato arrestato il 16 gennaio 2023. La sua cattura aveva segnato la fine di una fuga durata decenni. Il boss è poi deceduto il 25 settembre dello stesso anno a causa di un tumore al colon, lasciando dietro di sé una rete complessa di complicità e connivenze, tra cui quella di Laura Bonafede, ora condannata.
Oltre alla detenzione, Bonafede è stata condannata a risarcire diverse parti civili per il danno causato. Ai Comuni di Castelvetrano e Campobello di Mazara è stato riconosciuto un risarcimento di 25.000 euro ciascuno. Inoltre, dovrà pagare 10.000 euro al Ministero dell’Istruzione e alla Presidenza della Regione Siciliana.
Le associazioni impegnate nella lotta alla mafia riceveranno, rispettivamente, 3.000 euro ciascuna: si tratta del Centro Studi Pio La Torre, dell’Associazione Antimafia Caponnetto, dell’Associazione Antiracket di Trapani e dell’associazione Codici Sicilia.