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Pd chiede al Sindaco di impugnare parere commissione Via Vas
Preoccupati per quanto emerso nel parere VIA/VAS dello scorso 13 novembre, che riporta impatti devastanti e irrisolvibili per il territorio di Messina che non possono essere sottovalutati, il Pd chiede a Basile "di attivarsi senza ulteriore indugio, e come ha già fatto la Sindaca di Villa S. Giovanni, di impugnare il parere VIA-VAS innanzi al giudice amministrativo".
Il Pd messinese attraverso il suo segretario provinciale Armando Hyerace ha invitato il sindaco Federico Basile “che ha e deve svolgere una funzione di garanzia nell’interesse generale dei cittadini di Messina e di tutta la provincia – di attivarsi senza ulteriore indugio, e come ha già fatto la Sindaca di Villa S. Giovanni, per impugnare il parere VIA-VAS innanzi al giudice amministrativo”.
Una proposta che era già stata avanzata a fine novembre dal consigliere Alessandro Russo poco dopo aver appreso del parere che seppur favorevole era condizionato da 62 “prescrizioni” che rendono il via libera “illogico e contraddittorio” aveva sostenuto le rappresentate politico. Adeso a scendere in campo è l’intero Pd che tramite il segretario parla di “scenario tanto allarmante che rischia di trasformarsi in uno scempio ambientale e sociale senza precedenti”.
“Al netto delle gravi e per nulla secondarie questioni di legittimità che riguardano tutto l’iter procedurale che ha portato alla “riesumazione” del progetto e su cui sarà chiamata ad esprimersi, per il momento, solo l’AGCM, siamo fortemente preoccupati per quanto emerso nel parere VIA/VAS dello scorso 13 novembre, che riporta impatti devastanti e irrisolvibili per il territorio di Messina che non possono essere sottovalutati”, scrive Hyerace. “Il nostro territorio, unico per biodiversità e ricchezza paesaggistica, non può essere sacrificato per un progetto che presenta criticità insanabili.
Messina ha bisogno di sviluppo sostenibile e non di un’opera che potrebbe distruggerne il futuro – conclude il segretario – E’ il momento delle scelte e delle responsabilità. Basta negoziare sulla testa dei cittadini. Se davvero i cantieri partiranno, è giusto che si abbia ben chiaro chi ha strenuamente lottato per difendere i nostri diritti e chi invece si è girato dall’altra parte”.