Trapani

La nave Mediterranea torna libera

Per i giudici, lo sbarco dei migranti fu un atto di umanità

di francesco appari -

La nave di Mediterranea Saving Humans torna libera. Il tribunale di Trapani ha annullato il fermo amministrativo di due mesi deciso dal Viminale dopo lo sbarco, a fine agosto, di dieci migranti nel porto di Trapani anziché a Genova, come ordinato dalle autorità.

Una disobbedienza che per la giudice non è stata un atto arbitrario, ma un gesto motivato dalla necessità di tutelare la salute e la vita delle persone soccorse, tra cui tre minori, in condizioni psicofisiche critiche. Secondo il tribunale, infatti, Mediterranea aveva più volte chiesto un porto più vicino, senza risposta, e l’approdo a Trapani è avvenuto “per esclusivo spirito solidaristico”.

Il provvedimento sospende anche la multa da 10 mila euro e contesta la legittimità del fermo, sottolineando che prolungarlo avrebbe solo danneggiato ulteriormente l’attività umanitaria della Ong. La decisione rappresenta un colpo al decreto Piantedosi, che impone alle navi delle Ong porti lontani per disincentivare i soccorsi. Ma per il tribunale trapanese, lo sbarco a Trapani non ha compromesso l’ordine pubblico. Anzi, ha salvaguardato diritti fondamentali. Per Mediterranea, è “una vittoria del diritto contro la propaganda”. La nave potrà ora riprendere il mare, in attesa dell’udienza di merito prevista a dicembre. Una sentenza che potrebbe fare giurisprudenza, in un braccio di ferro che dura da anni.