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Finanziaria, lo scoglio “sanità” resta in stand by
Approvata la norma antincendi: 870 milioni da spendere in tre anni
La sanità, sempre la sanità, è l’ostacolo su cui il governo regionale rischia di inciampare nel corso dei lavori per la Finanziaria. Dopo il via libera ai primi articoli della Finanziaria, con misure per il lavoro e quasi mezzo miliardo di euro di spesa, esplode lo scontro sugli articoli dedicati al settore sanitario
A far saltare il banco è stato un comma che prevede la stabilizzazione di 23 dipendenti comandati all’assessorato regionale alla Salute, provenienti da altre amministrazioni. Per le opposizioni è una “parentopoli” in sedicesimi. In aula interviene anche il presidente della Commissione Antimafia, Antonello Cracolici, a chiede chiarezza: tra i beneficiari figurerebbero parenti di sindaci, dirigenti regionali e alti funzionari. Un sistema che, denuncia Cracolici, sarebbe cresciuto negli anni senza adeguati controlli politici e amministrativi.
Lo scontro si allarga ai fondi per la sanità. Il Partito Democratico chiede garanzie sull’utilizzo delle risorse e annuncia vigilanza sui territori: «Vogliamo essere certi – dicono – che i soldi servano a curare i siciliani». Per riportare la calma, l’aula viene sospesa e gli articoli – quelli che vanno dal 4 al 12 – sulla sanità accantonati. Tutti d’accordo invece sul tema forestali L’Ars approva la norma che prevede 23 giornate lavorative in più per 13.500 operai, con uno stanziamento di 41 milioni di euro, e un piano triennale da oltre 870 milioni per la prevenzione degli incendi. Ma sulla sanità la partita resta aperta. La battaglia politica, all’Ars, è solo all’inizio. E per approvare la manovra entro il tempo previsto bisognerà lavorare anche di notte.