Attualità
Calo demografico, la provincia di Ragusa è l’eccezione
Mentre la Sicilia perde abitanti, la provincia di Ragusa si conferma l’eccezione demografica: con un’incidenza di stranieri dell’11%, il territorio ibleo guida la resistenza al calo demografico e all’invecchiamento
Da un lato c’è una Sicilia che invecchia e si rimpicciolisce, e dall’altro c’è una Sicilia che, tra le serre della fascia trasformata e i distretti produttivi del sud-est, prova a riscrivere il proprio destino demografico. Secondo gli ultimi dati Istat del Censimento 2024, la provincia di Ragusa si attesta come il vero laboratorio d’interazione dell’isola: qui l’incidenza dei residenti stranieri tocca l’11%, un valore quasi triplo rispetto alla media regionale (4,3%) e superiore persino alla media nazionale.
Se Enna si ferma a un modesto 2,9% di residenti stranieri, Ragusa corre su binari diversi. Non è solo una questione di numeri, ma di struttura sociale. In una Sicilia che ha perso quasi 10.000 unità nell’ultimo anno, la componente straniera agisce come un formidabile elisir di giovinezza. Mentre l’indice di vecchiaia degli italiani in Sicilia è schizzato a 192,5 (quasi due anziani per ogni bambino), quello degli stranieri residenti è fermo a 34,2. In provincia di Ragusa, questa dinamica è ancora più evidente, con una popolazione straniera che non solo lavora, ma popola le scuole e i centri storici, frenando il declino di interi comuni.
Non mancano però le ombre e le sfide strutturali. Se tra la popolazione locale le donne sono la maggioranza (51,2%), tra gli stranieri prevale nettamente la componente maschile (54,5%). Un dato che riflette la natura di molti percorsi migratori, ancora legati a settori pesanti come l’agricoltura e la zootecnia, dove la manodopera maschile è storicamente più richiesta. La sfida per la provincia di Ragusa, e per la Sicilia intera, resta quella di trasformare l’accoglienza in cittadinanza attiva. Ragusa, con il suo 11%, non è più solo la provincia “babbaluci e barocco”, ma la frontiera di una nuova identità siciliana: più giovane, multiculturale e, soprattutto, resiliente.