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Crisi idrica, la Corte dei Conti boccia 25 anni di emergenza

E sul report della Corte dei Conti, arriva anche la dichiarazione del Presidente della Regione Renato Schifani

di Sergio Randazzo -

La gestione dell’emergenza idrica in Sicilia, a distanza di oltre 25 anni dalle prime relazioni ufficiali, continua a mostrare gravi criticità. Lo afferma la Corte dei Conti nel “Referto sulla gestione dello stato di emergenza in relazione alla situazione di grave deficit idrico e alla criticità delle infrastrutture”, un documento che ripercorre responsabilità, ritardi e fallimenti delle diverse stagioni commissariali e dell’ordinaria amministrazione. Secondo i giudici contabili, non solo non sono stati compiuti passi avanti significativi, ma in diversi ambiti si registrano perfino “peggioramenti complessivamente gravanti sul sistema idrico”.

La Corte richiama in particolare la relazione del 2000 del generale Roberto Jucci, allora commissario straordinario per l’emergenza idrica. Già allora venivano indicate priorità chiare: realizzazione delle grandi dighe come Pietrarossa e Blufi, interventi strutturali sulle reti di adduzione, rilevazione ed eliminazione delle perdite idriche. Un capitolo specifico riguarda anche i dissalatori, spesso indicati come possibile soluzione alla carenza idrica. Per la Corte dei Conti, allo stato attuale, rappresentano una fonte marginale: entrano in funzione solo nei momenti più critici, restando inattivi per buona parte dell’anno. Nel frattempo, sul fronte agricolo arriva una misura di sostegno economico importante.

E sul report della Corte dei Conti, arriva anche la dichiarazione del Presidente della Regione Renato Schifani: “Accogliamo con attenzione le osservazioni della Corte dei conti che richiamano criticità strutturali maturate in oltre vent’anni e un quadro normativo che, in alcuni casi, ha generato una frammentazione delle competenze. Su questi aspetti la Regione resta aperta a suggerimenti utili a migliorare l’azione amministrativa”.