Notizie

Schifani, “a gennaio rimpasto e nuovo regolamento Ars”

Conferenza stampa di fine anno

di Piero Messina -

A gennaio si riparte con il rimpasto della giunta regionale. Parola del presidente Schifani che incontrando i giornalisti ha tracciato un bilancio dei risultati raggiunti e indicato gli obiettivi futuri. In primis, dunque, la ricomposizione dell’esecutivo con l’assegnazione delle due caselle rimaste libere per l’epurazione degli assessori della Dc. Ma Schifani guarda anche al recente passato e ricorda che nonostante la scure dello stralcio la manovra finanziaria appena approvata dall’Ars contiene norme necessarie per sostenere il trend di crescita dell’economia e dell’industria siciliana.

 

Il barometro segna sereno sulla Sicilia. Schifani snocciola i dati delle agenzie di rating e dell’Istat – dall’occupazione al turismo – per ricordare come la regione sia al primo posto per indice di crescita. E sullo sfondo c’è la manovra prossima ventura, attesa per l’inizio dell’estate, quando dovrebbe essere disponibili i 2 miliardi di euro che si sbloccheranno dopo la parifica della Corte dei Conti.

E poi ci sono gli obiettivi concreti, le grandi opere. Il governatore mostra in anteprima i rendering grafici dei termovalorizzatori che si intende realizzare e Palermo e Catania. E poi ci sono i cantieri autostradali, con la A19, la Palermo Catania messa sotto particolare osservazione per un rapido ripristino.

Il presidente parla anche di mobilità con un occhio particolare agli investimenti nel settore ferroviario. Tra i progetti citati dal presidente anche l’aeroporto di Comiso da ampliare ad area cargo per sostenere le attività del settore ortofrutticolo e vivaistico della provincia di Ragusa.

Insomma, tanta carne sul fuoco ma anche la necessità di essere rapidi, veloci e precisi. E per questo serve una riforma del regolamento parlamentare. Sala d’Ercole, nelle visione del presidente, deve dotarsi di regole nuove che consentano di lavorare con maggiore scioltezza. Stop al voto segreto e ai bizantinismi creati ad arte per rallentare l’azione di governo.