Economia
BAPS, approvato il bilancio consolidato 2025: utile netto a 41,7 milioni, rafforzata la solidità patrimoniale
Solidità patrimoniale e liquidità ai vertici del sistema
Il Consiglio di amministrazione della Banca Agricola Popolare di Sicilia ha approvato oggi i prospetti contabili del bilancio consolidato al 31 dicembre 2025. L’esercizio si chiude con un utile netto di 41,7 milioni di euro e un risultato dell’operatività corrente al lordo delle imposte pari a 60,5 milioni, in crescita del 69,6% rispetto al 2024. Numeri che, sottolinea l’istituto, segnano uno dei migliori risultati della storia della banca e certificano il completamento del percorso di integrazione avviato negli ultimi anni.
I vertici: “Anno di piena maturità”
“Il 2025 rappresenta un anno di piena maturità del percorso societario intrapreso negli ultimi anni, costruito con visione, disciplina e una governance solida”, ha dichiarato il presidente Arturo Schininà. “Abbiamo conseguito uno dei migliori risultati della nostra storia non come fine, ma come tappa di un cammino coerente”. Sulla stessa linea l’amministratore delegato Saverio Continella: “Il lavoro degli ultimi esercizi si traduce oggi in risultati tangibili e strutturali. L’operazione di capital management ‘Germoglia’ ha rafforzato ulteriormente la fiducia nella banca. Siamo entrati nella piena esecuzione del Piano d’Impresa Futura 2025-2027”.
Creazione di valore: margini e redditività in crescita
Il margine di intermediazione si attesta a 209,4 milioni di euro (+19,4% su base annua). Il margine di interesse raggiunge 143,3 milioni (+7,3%), mentre le commissioni nette crescono del 20,6% a 64,4 milioni. I costi operativi si attestano a 131,1 milioni (+11%), con un Cost to Income core al 58,6%. Il costo del credito scende a 53 punti base (73 nel 2024), mentre le rettifiche nette su crediti si fermano a 17,6 milioni (-17,9%). Il ROE adjusted si attesta al 13,4%, con un patrimonio netto contabile pari a 543,2 milioni di euro.
Solidità patrimoniale e liquidità ai vertici del sistema
Sul fronte patrimoniale, il Total Capital Ratio Fully Loaded raggiunge il 25,7%, in aumento rispetto al 22,3% pro-forma del 2024. L’indice di copertura della liquidità (LCR) si attesta al 225%, con oltre 1,8 miliardi di euro di attività prontamente liquidabili. Il Texas Ratio scende al 4,3% (8,9% a fine 2024), confermando un ulteriore rafforzamento degli indicatori di solidità.
Qualità dell’attivo: Npl in calo
Prosegue il percorso di derisking: l’Npl ratio lordo scende al 2,5% (3,5% nel 2024), quello netto allo 0,8% (1,4%). I crediti deteriorati netti si attestano a 23,9 milioni (-47,2% su base annua). Il livello di copertura complessivo degli Npl raggiunge il 68,1%, con punte dell’83,9% sulle sofferenze e del 67,8% sugli Utp.
Raccolta e impieghi: cresce la fiducia
La raccolta complessiva (diretta e indiretta) si attesta a 7,076 miliardi di euro, in aumento del 2,8% rispetto al 2024. La raccolta indiretta cresce del 7,1% a 2,158 miliardi, mentre la raccolta diretta commerciale registra un incremento dell’1%. Gli impieghi vivi commerciali si attestano a 2,935 miliardi (-8,5%), risentendo delle ulteriori cessioni di crediti deteriorati e di una domanda ancora debole da parte delle imprese.
Digitale, innovazione e Piano “Futura”
Nel 2025 sono state superate le 34 milioni di operazioni effettuate tramite canali a distanza (+41%). Proseguono gli investimenti in digitalizzazione, multicanalità, intelligenza artificiale e sicurezza informatica. La banca è entrata nella fase esecutiva del Piano d’Impresa “Futura” 2025-2027, che punta su efficienza, crescita commerciale, innovazione e centralità delle persone.
Sostegno ai territori e sostenibilità
Nel corso dell’anno sono stati erogati 456 milioni di euro a famiglie e imprese. Tra le iniziative, un plafond di 150 milioni per il comparto agricolo e agroindustriale siciliano e uno da 100 milioni per sostenere famiglie e imprese colpite dal ciclone “Harry”. Sul fronte ESG, la banca conferma la certificazione di parità di genere e rafforza il sostegno all’imprenditoria femminile, con una quota di imprese a guida femminile tra la clientela pari al 7,3%, superiore alla media nazionale (5,3%).
Il contesto economico
Il bilancio si inserisce in un quadro macroeconomico regionale in moderata espansione: nel primo semestre 2025 il Pil siciliano è cresciuto dell’1,1%, secondo l’indicatore Iter della Banca d’Italia, con una dinamica superiore alla media nazionale. Le prospettive per il 2026 restano legate all’andamento dei tassi, dell’inflazione e all’attuazione degli investimenti Pnrr, con attese di crescita moderata ma stabile.